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ultimo aggiornamento
30 dicembre, 2011

 

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In primo piano i geositi della Puglia


Antonello Fiore
30/12/2011

Importante evento internazionale in Puglia. Esperienze internazionali a confronto per la green economy del patrimonio geologico e geoturismo. I massimi esperti mondiali della conservazione del patrimonio geologico si sono dati appuntamento a Bari dal 24 al 28 settembre 2012.

L'Italia ospiterà il 7° Simposio internazionale ProGEO, associazione europea per la conservazione del patrimonio geologico, e il 3° Meeting regionale del gruppo di lavoro ProGEO dell'Europa sud-occidentale. Dopo Roma, che nel 1996 ospitò il 2° Simposio internazionale, i massimi esperti mondiali della conservazione del patrimonio geologico si sono dati appuntamento a Bari dal 24 al 28 settembre 2012.

La Società italiana di Geologia Ambientale (Sigea) e la European Association for the Conservation of the Geological Heritage (ProGEO) hanno organizzato il 7° Simposio internazionale sulla conservazione del patrimonio geologico. L'iniziativa vedrà la partecipazione di accademici, professionisti e studenti che lavorano nel campo della conservazione della natura, geoturismo, geoparchi, didattica, sviluppo sostenibile, pianificazione territoriale e altre discipline collegate ai temi propri del patrimonio geologico. Il Simposio si terrà a Bari (Puglia) il 25 e il 26 settembre 2012, nella sala Murat in Piazza del Ferrarese. I lavori del Simposio saranno preceduti da due escursioni di un giorno, che si terranno contemporaneamente il 24 settembre. Un'escursione percorrerà i principali geositi del Salento e l'altra quelli del Gargano. Per la chiusura è stata organizzata un'escursione di due giorni, il 27 e il 28 settembre, tra l'Appennino lucano e la Murgia con sosta serale a Matera.

Per tutta la settimana sarà possibile visitare la mostra fotografica sui paesaggi geologici della Puglia durante la quale saranno esposte foto d'autore di geositi pugliesi e le più suggestive opere candidate alle diverse edizioni del concorso fotografico «Passeggiando tra i paesaggi geologici».

Grazie al gruppo regionale della Sigea, Bari ha superato altre candidature di città importanti garantendo un'articolata proposta di attività culturali sul patrimonio geologico. La scelta di Bari è maturata anche perché essa rappresenta una tra le maggiori città del sud dell'Italia, nel cuore del Mediterraneo, servita dall'aeroporto internazionale «Karol Wojtyla», e facilmente raggiungibile via treno e via mare.

Gli scopi principali del Simposio sono la discussione di esperienze internazionali circa le tematiche concernenti la pianificazione territoriale e i recenti sviluppi delle metodologie di valutazione della geodiversità e d'inventariazione dei geositi in Europa. Sarà dedicata una sessione anche all'analisi delle normative che supportano le strategie di geoconservazione e le politiche d'incoraggiamento alla possibile conciliazione tra i principi della geoconservazione e geoturismo.

In Italia solo tre regioni hanno leggi regionali sulla conservazione del patrimonio geologico: l'Emilia Romagna, la Liguria e la Puglia. Saranno confrontate le politiche di gestione sostenibile dei geositi all'interno dei geoparchi e le migliori pratiche di gestione dei geoparchi e del geoturismo per lo sviluppo locale, senza trascurare l'analisi dei metodi più efficaci per una migliore diffusione d'informazione tra pubblico, organi decisionali e istituzioni nel campo della geoconservazione, perché senza una corretta politica di comunicazione spesso i buoni progetti non trovano ricadute concrete sul territorio e nell'economia.

Un territorio con un significativo patrimonio geologico e nel quale si praticano strategie di sviluppo sostenibile potrebbe consentire attraverso la pianificazione d'iniziative di green economy uno sviluppo economico efficace di un ampio comprensorio. Gli elementi del territorio quali i geositi se rilevanti in termini di qualità scientifica, rarità, richiamo panoramico e valore educativo possono avere un ruolo attivo nello sviluppo economico del territorio attraverso la valorizzazione di un'immagine generale collegata al patrimonio geologico e allo sviluppo del geoturismo.

L'esperienza europea e mondiale ha dimostrato come un geoparco ha un impatto diretto sul territorio e influenza positivamente le condizioni di vita dei suoi abitanti e sull'ambiente che li ospita. L'obiettivo di condurre un territorio e la sua popolazione all'interno della struttura organizzata secondo un modello di geoparco internazionale è anche quello di consentire ai residenti di riappropriarsi dei valori del patrimonio del territorio e partecipare attivamente alla rivitalizzazione culturale, sociale ed economica secondo i modelli della green economy.

Tutte le informazioni sul Simposio e la pre-registrazione sono disponibili in Rete.

 


31° anniversario terremoto dell'Irpinia


Ordine dei Geologi della Campania
22/11/2011

Peduto: “Dopo più di 30 anni dal terremoto dell’Irpinia sono sicuri i nostri centri storici? Ancora una volta accusiamo a livello regionale l’assenza di pianificazioni e di strumenti legislativi al passo dei tempi e dei progressi delle conoscenze tecnico – scientifiche”.

“Se dovesse ripetersi negli stessi luoghi e con la stessa intensità un sisma come quello che ha colpito la Campania e la Lucania nel 1980, come prima o poi succederà, tenuto conto della ciclicità di quel tipo di terremoti, cosa accadrà? Dopo più di 30 anni dal terremoto dell’Irpinia, possiamo dire che i nostri centri storici oggi sono realmente sicuri?”

Se lo chiede e gira la domanda a tutti gli enti competenti, a partire dalla Regione Campania, Francesco Peduto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, alla vigilia del 31° anniversario del terremoto che il 23 Novembre 1980 cambiò la storia della Campania, con quasi tremila vittime.

“Il terremoto del 1980 è stata un’occasione sprecata per pianificare un reale recupero ed una valorizzazione dei tessuti insediativi storici, ma soprattutto in Campania, come al solito, accusiamo ancora oggi l’assenza di atti normativi e di pianificazione al passo dei tempi e dei progressi delle conoscenze tecnico – scientifiche e la carenza di controlli sullo stato di salute dei nostri edifici storici. Come per la Difesa del suolo – ha proseguito Peduto – non si sa chi deve fare cosa e chi è responsabile di cosa. Da diversi anni sono in vigore norme, in materia di rischio sismico che hanno portato ad un incremento della categoria sismica per buona parte dei centri abitati della Campania, ma nessuno si chiede, soprattutto per quanto riguarda i centri storici, se gli edifici che, nel migliore dei casi, sono stati sismicamente adeguati secondo quanto previsto dalle normative in vigore negli anni ottanta e novanta, siano oggi da considerare effettivamente sicuri.”

“In Campania, purtroppo, – ha continuato Peduto – a livello legislativo siamo fermi alla L.R. 9/83, uno strumento normativo sorpassato ed obsoleto, dove gli elaborati cartografici di base non dialogano e non sono sovrapponibili nemmeno con quelli previsti a base della pianificazione delle Autorità di bacino. Sarebbe necessario, quindi, rimettere gli studi geologici, geomorfologici e di microzonazione sismica al centro della prevenzione ed alla base di qualsiasi seria azione di pianificazione del rischio sismico e di governo del territorio, andrebbero previsti controlli e verifiche su tutto il territorio regionale, andrebbe istituito il fascicolo del fabbricato, che è come il libretto medico per le persone, da dove si evince lo stato di salute, le malattie e le cure. Anche nel caso del rischio sismico, perciò, prima che sia troppo tardi, prima che il malato muoia, andrebbe ricostruita una filiera normativa che aggiorni la L.R. 9/83 e metta insieme le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, il fascicolo del fabbricato e i Piani di Protezione Civile Comunali.”

 


In Italia più 9 milioni di cittadini vivono in territori contaminati.


Ordine dei Geologi della Campania
21/11/2011

Russo: “In Italia più 9 milioni di cittadini vivono in territori contaminati . Ben 57 sono i Siti di Interesse Nazionale. Urge un Piano Nazionale per le bonifiche che miri a investimenti legati ad efficienza e sostenibilità, certezza sulle risorse finanziarie e alleggerimento degli iter procedurali degli organi di controllo locali. Devono essere prese decisioni coraggiose ed impopolari”

“Non c’è regione italiana che non abbia nel suo territorio almeno un sito contaminato. Il primato lo detiene la Lombardia, con ben 7 aree, seguita dalla Campania con 6, da Piemonte e Toscana con 5, da Puglia e Sicilia con 4. La Campania insieme alla Sardegna condivide, inoltre, il primato delle regioni dove ci sono le aree contaminate più vaste (in totale 345.000 ettari in Campania e 445.000 ettari in Sardegna), il Molise invece, rappresenta la regione con meno superficie contaminata (solo 4 ettari)”.

Questo il quadro della situazione illustrata da Francesco Russo, Vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, alla vigilia dell’importante Convegno organizzato dall’Ordine Regionale su un tema scottante: I Siti di Interesse Nazionale – la bonifica, in programma Venerdì 25 Novembre all’Holiday Inn di Castel Volturno . “L’evento è in programma in una città simbolo come Castel Volturno – ha proseguito Russo – con esperti e scienziati di fama internazionale. Lo scopo del convegno è quello, attraverso un analisi dello stato dei luoghi, di denunciare lo stato del degrado in cui versa il litorale domizio- flegreo e nel contempo la poca sensibilità da parte delle istituzioni sul tema bonifiche. Avremo dati recentissimi illustrati direttamente da coloro i quali hanno condotto le ricerche e ci confronteremo con l’esperienza finlandese”.

A Castel Volturno saranno presenti geologi, ingegneri e operatori di settore, il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Francesco Peduto, Salminen Reijo della Geological Survey of Finland, Benedetto De Vivo dell’Università Federico II di Napoli, Marinella Vito Direttore Tecnico di ARPA Campania, Michele Di Natale, Preside della Facoltà di Ingegneria della Seconda Università, Fabio Pascarella dell’ISPRA, Giuseppe Gisotti, Presidente della SIGEA, Giuseppe Comella, Direttore del Dipartimento Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale dei Tumori “Pascale” di Napoli.

“In Italia ci sono 57 SIN, perimetrati dal 1998 in poi sulla base di diverse leggi – ha dichiarato Giorgio Onofri, consigliere dell’Ordine dei Geologi della Campania ed esperto del settore - la cui perimetrazione ricopre circa il 3% del territorio nazionale. I Comuni inclusi nei SIN sono oltre 300, con circa 9 milioni di abitanti. Differiscono dagli altri siti contaminati anche perché la loro procedura di bonifica è attribuita al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che può avvalersi anche dell’ISPRA, delle ARPAT e dell'ISS ed altri soggetti

I contaminanti maggiormente presenti all’interno dei SIN sono: diossine, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, solventi organo clorurati e policlorobifenili (PCB).
I SIN sono in generale zone industriali dismesse, aree in cui l’attività industriale è ancora attiva, porti, ex miniere, cave, discariche non conformi alla legislazione, discariche abusive. La gravità della contaminazione in queste zone, con rilevanti impatti ambientali, sanitari e socio-economici, ha fatto sì che esse venissero prese in carico dallo Stato, con stanziamento di fondi ad hoc per la loro messa in sicurezza e bonifica”.

Durissimo e chiaro, Francesco Russo nell’affermare che “ad oltre dieci anni dall’adozione del DM 471/99, che fissava le procedure per l’effettuazione delle bonifiche, i risultati sono molto deludenti. La questione bonifiche non può prescindere dal più ampio concetto di “danno ambientale”causato dagli inquinanti – ha concluso Russo - localizzati nelle aree di cui è nota la contaminazione e l’esigenza di una pronta bonifica.

L’inquinamento di acque, aria, suoli e le conseguenti ricadute sanitarie sulle popolazioni interessate, si estende infatti ben oltre quel 3% di territorio nazionale dichiarato inquinato.

Sicuramente devono essere prese decisioni coraggiose ed impopolari: la fine della gestione emergenziale, un Piano Nazionale per le bonifiche dei Sin che miri a investimenti legati ad efficienza e sostenibilità, certezza sulle risorse finanziarie da parte del governo e soprattutto un alleggerimento degli iter procedurali degli organi di controllo locali, che troppo spesso rappresentano un vero ostacolo all’avvio delle attività di bonifica”.

 


Intervista al prof. Antonio Rusconi
Il territorio affoga nel caos delle leggi sulle acque


 

È come se ci fossero due Italie diverse, quella che, a fatica, ha recepito la direttiva «Acque» e la direttiva «Alluvioni», che ha istituito le Autorità di bacino ed i piani di gestione, e quella che fa finta di ignorare tutto ciò, che considera le Autorità di bacino una inutile casta da abolire.

Antonello Fiore
21/11/2011

OfantoIn occasione del Forum sull'Acqua «Fino all'ultima goccia», organizzato a Roma dal Consiglio nazionale dei Geologi, il prof. Antonio Rusconi, dell'Università Iuav di Venezia, nella sua relazione ha descritto le due Direttive comunitarie principali che affrontano i due aspetti salienti legati alla gestione dell'acqua: la risorsa idrica, e la pericolosità idraulica dei corsi d'acqua sempre più spesso non in grado di garantire il transito delle acque nei loro alvei causando disastrosi fenomeni alluvionali.

Il recepimento formale delle Direttive avvenuto nel nostro Paese con specifici decreti, la Direttiva 2000/60 «Quadro per l'azione comunitaria in materia di acque» è stata recepita dal Testo unico sull'ambiente (Dlgs 152/2006), mentre la Direttiva 2007/60 «Valutazione e gestione dei rischi di alluvioni» è stata recepita dal Dlgs n.49/2010, non garantiscono il rispetto delle scadenze in esse contenute. Il recepimento sostanziale delle indicazioni comunitarie richiede una complessa riorganizzazione amministrativa, al fine di definire bene la programmazione e pianificazione di ogni azione diretta alla tutela delle risorse idrica e a garanzia della qualità della vita umana con la preservazione dei beni e dei servizi.

Per approfondire e comprendere bene la situazione italiana abbiamo rivolto alcune domande al prof. Rusconi.

Prof. Rusconi lei dal 1989 al 1993 è stato Direttore del Servizio idrografico nazionale e dal 1999 al 2004 è stato Segretario Generale di una importante Autorità di bacino di rilievo nazionale, in questo periodo ha potuto operare in applicazione della Legge 183/89. Crede che l'impostazione della L. 183/89 sia ormai superata.

La legge 183/89 ha impostato la gestione delle risorse idriche e del rischio idrogeologico attraverso una pianificazione unitaria a scala di bacino idrografico, con un'ottica ecologica che considera il ciclo naturale delle acque e non i confini amministrativi di Province, Regioni, o Stati. Il bacino idrografico viene considerato come ecosistema, e rappresenta perciò l'elemento di riferimento, l'unità di governo e di gestione. Le istituzioni devono adeguarsi a questo ecosistema, e non viceversa. I principali della legge 183/89 sono ripresi dalla direttiva «quadro sulle Acque» del 2000 e dalla direttiva «Alluvioni» del 2007 a testimonianza che la legge 183/89 si basava su principi validi per la gestione e tutela del territorio.

La ragione principale per la quale la legge si è dimostrata di debole efficacia è da ricercare nella sua graduale svalutazione operata soprattutto da numerose leggi successive, poco attente alla coerenza del suo impianto innovativo.

Lei ha dichiarato che le due direttive concernenti l'acqua costituiscono un unicum e si riferiscono alla gestione integrata dell'acqua, comprendendo quindi gli aspetti inscindibili della sua protezione, del suo utilizzo e la difesa dal rischio di alluvioni. Crede che in Italia sia possibile arrivare rapidamente a un livello nazionale uniforme di qualità nella gestione della risorsa idrica e della mitigazione della pericolosità idraulica?

La direttiva «Acque» è stata recepita dal nostro Paese con il Testo unico sull'Ambiente, il D.lgs 152/2006, con un ritardo di tre anni, mentre la direttiva «alluvioni» è stata recepita dal D.lgs 49/2010, un anno dopo la scadenza comunitaria. Il Testo unico del 2006 comprende la difesa del suolo, la tutela delle acque e la gestione delle risorse idriche, sostituendosi al numeroso insieme di leggi precedenti, tra cui la fondamentale legge 183/89 sulla difesa del suolo, le leggi sul rischio idrogeologico, e le leggi sulla tutela delle acque dall'inquinamento e sulle risorse idriche. Il decreto legislativo, nel riprendere l'impostazione originaria della legge «madre» 183/89, conferma le tre direttrici su cui si deve attivare la Pubblica amministrazione: l'attività conoscitiva, svolta perlopiù dalle Regioni e dall'Ispra, l'attività di pianificazione e programmazione, attuata dalle Autorità di Bacino e la realizzazione degli interventi, a cura delle Regioni cui spettano, dopo le riforme degli anni 90, quasi tutte le competenze in tema di azioni, polizia idraulica, servizio di piena, concessioni idriche, nonché il coordinamento degli altri soggetti pubblici interessati, i Consorzi di bonifica, le Comunità montane, le Autorità d'ambito ottimale, nonché le Province ed i Comuni.

Quali sono le scadenze che ci impongono le due Direttive comunitarie?

Due leggi «rattoppo» del 2009 hanno previsto che l'adozione dei piani di gestione della direttiva «Acque» fosse effettuata dalle «vecchie» Autorità di Bacino di rilievo nazionale e dalle Regioni Sardegna e Sicilia entro il febbraio 2010. La scadenza è stata rispettata e, l'anno scorso, con incredibile velocità, sono stati adottati i piani di gestione distrettuali, ma la loro approvazione però non è ancora avvenuta, in attesa di una possibile censura dell'Unione europea per il non corretto svolgimento della Valutazione ambientale strategica. Quindi, a tutt'oggi, in attesa dell'approvazione dei piani di gestione, rimangono validi gli strumenti di pianificazione vigenti, tra cui i Piani di Tutela delle Acque delle Regioni, avviati fin dal 1999, ed adeguati alla direttiva, in modo da raggiungere, entro il 2015, il buono stato ambientale di tutti i corpi idrici. Si tenga presente però che alcune Regioni devono ancora approvare il piano di tutela delle Acque. Le scadenze indicate dalle due Direttive sono numerose. Basterà ricordare che, entro il 2015, per tutti i corpi idrici dovrà essere raggiunto un «buono stato ambientale», ma già alcune Regioni hanno ammesso l'impossibilità di rispettare tale scadenza. Un'altra scadenza importante è la pubblicazione entro l 2015 dei piani di gestione del rischio di alluvioni, ma anche in questo caso va denunciato il tentativo di considerare i piani di bacino del passato adeguati ai requisiti comunitari.

Le norme di recepimento sembrano aver creato squilibri di carattere amministrativo e organizzativo. Crede che riusciremo a rispettare le scadenze imposte dall'Unione europea?

A fronte di un unico piano di gestione delle acque, previsto dalla Comunità europea, il nostro Paese ne ha previsto sette: il piano di bacino distrettuale, il piano di gestione delle acque, il piano per l'assetto idrogeologico, il piano di tutela delle acque, il piano d'ambito, ed ancora i piani straordinari ed i piani urgenti di emergenza. Il nuovo Testo unico del 2006 ha scatenato accese critiche, dimostrandosi un «pasticcio» legislativo, con errori concettuali ed ortografici, scritto in maniera frettolosa, non funzionale, ed inapplicabile. Anziché attuare l'attesa riforma, ha aggiunto confusione, introducendo nodi istituzionali difficilmente superabili. Non ha risolto il problema di fondo della chiarezza di ruoli dello Stato e delle Regioni, accentrando troppe funzioni al Ministero, ovvero alle Regioni, a discapito dell'unità di governo del bacino idrografico. Non ha delineato con chiarezza l'attività conoscitiva, con un sistema informativo unico che si sovrappone al sistema informativo nazionale ambientale. Ha definito i Distretti idrografici con criteri incomprensibili, accorpando bacini sversanti in mari diversi, ignorando totalmente i criteri idrologici, climatici e morfologici. Ha soppresso le «vecchie» Autorità di Bacino, comprese quelle regionali, provocando impugnazioni e dichiarazioni di illegittimità.

Sono anni che le Autorità di bacino sia nazionale sia regionali operano nella gestione della difesa del suolo, crede che sia utile trasferire l'esperienza maturate e le professionalità acquisite dalle segreterie tecniche nella gestione futura del ciclo integrato dell'acqua?

Il lavoro fatto in questi anni da tutte le Autorità di Bacino è validissimo e va valorizzato al massimo. Sarebbe un imperdonabile delitto trascurare questo enorme bagaglio di conoscenze, di professionalità, di indagini e di proposte. Ogni Autorità distrettuale dovrà mettere insieme tutte le esperienze presenti, le stesse Strutture tecniche, il personale e gli impianti delle Autorità di Bacino della «prima generazione», anche con più uffici articolati nel territorio distrettuale, in modo da confermare la qualificata presenza di tali autorevoli centri di eccellenza, assicurandone continuità nel funzionamento. Ma ovviamente, per seguire questo percorso, ci vuole una reale volontà delle Regioni e dello Stato.

Cosa ne pensa del fatto che la norma Italia accorpa più bacini idrografici in Autorità di distretto?

Il complesso impianto legislativo del governo dell'acqua ha affidato alle Autorità di Bacino Distrettuali il principale ruolo programmatico e decisionale, coerentemente non solo con le Direttive comunitarie, ma con il tradizionale quadro legislativo introdotto dalla legge 183 del 1989. Ma queste Autorità di fatto non sono mai piaciute, non solo alle Regioni, ma neanche agli Organi centrali. I diversi Centri di riferimento, ministeriali e regionali, hanno privilegiato scelte e decisioni autonome, non concertate nei previsti tavoli, tecnici ed istituzionali, delle Autorità di Bacino, con il risultato di una caotica proliferazione di decisioni non inquadrate nell'ambito delle Direttive comunitarie e della normativa nazionale.

Il recepimento delle norme tiene realmente conto del complesso scenario dei settori che dipendano fortemente dall'acqua (domestico, processi produttivi, agricoltura, turismo, idroelettrico e acquacoltura)?

Gli esempi di politiche idriche fuori campo sono numerosi, sia a livello statale sia regionale, senza escludere da questo «gioco» anche gli Enti locali e gli altri soggetti. Come non ricordare ad esempio i piani generali di bonifica, redatti da alcune Regioni, o il piano irriguo nazionale del ministero delle Politiche Agricole, che non menziona mai la direttiva «Acque», i distretti idrografici ed i piani di bacino. Ed ancora, che dire del Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili, del ministero dello Sviluppo Economico, del 2010, dove si parla molto di energia idroelettrica, senza fare alcun riferimento alle questioni idriche connesse (interrimento dei serbatoi, deflusso minimo vitale, laminazione delle piene...). Per non dimenticare i numerosissimi piani di Protezione Civile, riguardanti emergenze idriche ed alluvioni, elaborati al di fuori dei tavoli tecnici ed istituzionali delle Autorità di bacino e dei piani sulle acque da queste adottati ed approvati. È come se ci fossero due Italia diverse, quella che, a fatica, ha recepito la direttiva «Acque» e la direttiva «Alluvioni», che ha istituito le Autorità di bacino ed i piani di gestione, e quella che fa finta di ignorare tutto ciò, che considera le Autorità di bacino una inutile casta da abolire.

Alla luce del quadro emerso crede che sia necessaria una revisione delle norme di recepimento delle Direttive comunitarie?

Per le ragioni sopra discusse va urgentemente definito un nuovo, chiaro e complessivo quadro normativo, che faccia uscire il Paese dall'attuale situazione critica, dominata da logiche frammentate ed emergenziali del governo

 


Dal 28 al 30 Settembre 2011, presso il Quartiere fieristico di Ferrara, si svolgerà la quinta edizione di “RemTech”, l'evento nazionale più specializzato nel settore delle bonifiche dei siti contaminati e della riqualificazione del territorio.


Ferrara Fiere Congressi
19/09/2011

Patrocinato da istituzioni di primaria importanza, quali il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Emilia-Romagna, oltre che da alcune tra le principali Associazioni nazionali di categoria (da Fise Assoambiente a Federambiente, da Federchimica ad Assomineraria e Ance), RemTech 2011 punta a incrementare la partecipazione ai tavoli di discussione da parte di istituzioni, industrie, operatori e associazioni, buyer, imprese del settore immobiliare e ricercatori, attraverso una vasta esposizione e percorsi congressuali di alto profilo.
Le principali novità di RemTech 2011 (sponsor Saipem) riguardano il focus dedicato ai settori industriale e petrolifero, alla Pubblica Amministrazione, all’innovazione e alla formazione, i Premi per le migliori tesi di Laurea e di Dottorato e, per la prima volta, la Serata delle bonifiche, riservata alla più esclusiva comunità della remediation.

FOCUS INDUSTRIA e ROAD SHOW Preceduto dal road show nazionale “Progetto Industria”, promosso in collaborazione con Confindustria presso alcune delle principali Unioni Industriali del Paese, il focus tratterà alcuni temi di particolare interesse per il settore industriale, emersi nel corso del road show e riguardanti il delicato equilibrio tra industria e bonifiche. In particolare, una sessione-dibattito prevista per il 29 Settembre focalizzerà argomenti, quali il risk management, la responsabilità e le contaminazioni pregresse.

FOCUS SETTORE PETROLIFERO La giornata di giovedì 29 Settembre 2011 sarà, inoltre, dedicata al settore petrolifero, delle raffinerie e della bonifica dei siti di distribuzione del carburante. Le sessioni, organizzate in collaborazione con Unione Petrolifera, vedranno la partecipazione di alcune tra le principali compagnie petrolifere mondiali.

2° FORUM DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Il dibattito, coordinato da AUDIS, verterà sul rapporto tra progetto di bonifica e piano di riqualificazione urbanistica. Parteciperanno, tra gli altri, esponenti della Regione Lombardia, della Provincia di Torino e di Syndial.

PERCORSO INNOVAZIONE La sessione è interamente dedicata all’innovazione tecnologica (“Call For Proposal for Innovation”), con il coordinamento di Saipem. In questa occasione, alcuni dei progetti, selezionati tra un numero elevatissimo di abstracts, saranno presentati e dibattuti dai proponenti nazionali e internazionali davanti a una platea altamente qualificata.

PERCORSO TECNICO E FORMATIVO (“MODEL PROBE COURSE”) I convegni nazionali, coordinati dal Comitato Scientifico, gli eventi speciali a cura del Comitato di Indirizzo e gli eventi paralleli declineranno temi di natura legislativa, gestionale, tecnica, commerciale, economica e legale, e affronteranno argomenti, quali il testo ambientale, casi reali e utilizzo di nuove tecnologie, costi delle bonifiche, terre da scavo e smaltimento dei prodotti, vecchie discariche, amianto, danno ambientale, progettazione e green economy, demolizioni e riqualificazione. I programmi completi sono disponibili e scaricabili dal sito di RemTech.
Per il primo anno, RemTech ospita anche il corso di formazione internazionale relativo a “Model Probe”, che prevede la partecipazione di relatori di fama mondiale e prove pratiche sul campo.

PREMI REMTECH ANDIS (Associazione Nazionale di Ingegneria Sanitaria Ambientale), Unione Petrolifera, Consiglio Nazionale dei Chimici, AGI (Associazione Geotecnica Italiana), Assoreca e Federambiente promuovono i Premi per le migliori tesi di Laurea e di Dottorato “RemTech 2011”. Una sintesi dei lavori migliori sarà pubblicata sulle riviste “Ingegneria Ambientale” e “Rifiuti Solidi” (CIPA Editore).

SERATA DELLE BONIFICHE Ferrara diventerà il “focal point” delle bonifiche e il 29 Settembre, a partire dalle ore 20, la comunità più esclusiva legata a questo tema si riunirà per la “Remediation Night”, un evento serale riservato.

COAST EXPO - SEZIONE SPECIALE Per il secondo anno, la sezione speciale riservata a coste, porti e sedimenti si traduce in un vero proprio “evento nell’evento”. Il programma dei convegni ufficiali e degli incontri tecnici è disponibile sul sito di Coast Expo 2011 (www.coastexpo.com). Tra gli appuntamenti previsti, il FORUM SULLE POLITICHE REGIONALI, in cui saranno coinvolte le principali regioni marino-costiere italiane e internazionali, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, per condividere protocolli e procedure operative, e il FORUM TECNICO riservato alle aziende.
Il Premio di Laurea “Coast Expo 2011” è sponsorizzato dalla società Arenaria S.p.A.

VISITATORI La partecipazione al Salone come visitatori è gratuita, ma riservata a operatori del settore. L’iscrizione può avvenire on-line, dal sito di RemTech, alla pagina “Informazioni/Iscrizioni OnLine” (www.remtechexpo.com).

Per informazioni:
Ferrara Fiere Congressi
Ufficio Stampa
dmodonesi@ferrarafiere.it
Tel. 0532 909495 - 900713
www.remtechexpo.com

 


Parte il Cantiere Didattico a Conza della Campania
Aperte le iscrizioni anche agli Irpini fuori Regione.

05/09/2011

Prende il via lunedì 19 settembre 2011, sino al 23 settembre, presso l’Oasi WWF di Conza della Campania la XIV edizione del Campus “Interventi di Ingegneria Naturalistica e gestione sostenibile: valutazione delle componenti idrauliche, paesaggistiche, ecologiche ed ambientali”, che per la sesta volta sarà organizzato in provincia di Avellino.

Novità di quest’anno sarà la possibilità della partecipazione, fino ad un numero massimo di 5 unità, di studenti che, residenti nella provincia di Avellino, siano iscritti a Facoltà di Ingegneria, Scienze Ambientali, Scienze MM.FF. e Naturali (Scienze Naturali, Biologiche o Geologiche), anche in Atenei fuori dal territorio regionale della Campania

Per questi ultimi sarà possibile inviare la richiesta di partecipazione entro mercoledì 14 settembre prossimo, allegando un proprio sintetico Curriculum Vitae, al Servizio Acque e Difesa Suolo del Settore Ambiente della Provincia di Avellino, via mail all’indirizzo: gtenore@provincia.avellino.it o via fax al numero 0825790448.

Prenderanno inoltre parte al Campus 50 studenti neolaureati/laureandi in campo ingegneristico e naturalistico iscritti ad università campane.

L’iniziativa del Cantiere Didattico è resa possibile dalla collaborazione tra l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Avellino, quale ente finanziatore, l’AIPIN (Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica) – sezione Campania, che si occuperà della parte formativa e la Comunità Montana Alta Irpinia, che fornirà i mezzi e gli operai per le attività pratiche.

Il programma prevede 5 giorni di attività sul campo, consistenti in visite guidate della diga di Conza, dell’impianto di potabilizzazione dell’Acquedotto Pugliese in Conza della Campania e delle Sorgenti adduttrici dell’Acquedotto Pugliese in località Caposele, in piccole opere di sistemazione idraulica con tecniche di ingegneria naturalistica lungo le sponde del Lago di Conza ad opera dei partecipanti e nell’illustrazione pratica del prelevamento di materiale da analizzare; i pomeriggi saranno invece dedicati principalmente ad approfondimenti teorici in aula, riguardanti la normativa, le metodologie e le tecniche attinenti all’ingegneria naturalistica.

Precedentemente all’avvio del Cantiere Didattico, è previsto anche un workshop tematico il giorno 15 settembre presso il Carcere Borbonico Avellino, nonché una visita tecnica il 29 settembre, riguardante interventi di Ingegneria Naturalistica in vari siti in provincia di Avellino.

Il Campus terminerà il 4 ottobre presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, quando, in occasione del convegno conclusivo, saranno rilasciati gli attestati a chi avrà raggiunto almeno l’80% delle presenze, su un monte orario complessivo di 60 ore.

Per ulteriori informazioni contattare Servizio Acque e Difesa Suolo del Settore Ambiente della Provincia di Avellino al numero di telefono 0825790448 - orari: lun, merc, ven. 8.00-14.00 - mart. e giov 8.00-14.00 e 15.00-18.00..

 


86° Congresso Nazionale della Società Geologica Italiana

22/06/2011

L’86° Congresso Nazionale della Società Geologica Italiana si terrà dal 18 al 20 Settembre 2012, presso L’Aula Magna dell’Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS).

Il tema del congresso è
IL MEDITERRANEO: UN ARCHIVIO GEOLOGICO TRA PASSATO E PRESENTE

Durante il congresso, e nei giorni immediatamente precedenti o successivi, sono previsti workshop e corsi brevi. Vi saranno escursioni pre e post-congresso.

Dal 21 al 22 settembre: Una Traversa geologica Tirreno-Ionio, da Amantea a Crotone.

A nome del Comitato Scientifico invitiamo tutti gli interessati a partecipare alla preparazione del programma del congresso inviando proposte di sessioni, workshop, corsi brevi e field trips.

Le proposte dovranno essere inviate entro il 30/10/2011 all’indirizzo e-mail sgi2012@unical.it utilizzando il modulo in allegato. L’eventuale accettazione sarà notificata entro il 30/11/2011.

Le sessioni tematiche privilegeranno argomenti inerenti al tema del congresso, ma sono benvenute anche altre tematiche delle geoscienze.

Le proposte di sessione saranno valutate dal Comitato Scientifico e il programma sarà reso noto entro il 30/12/2011.

Tra il 15/01/2012 e il 28/02/2012 è prevista la sottomissione dei riassunti.

Vi preghiamo di diffondere il presente comunicato anche a tutte le persone che riteniate potenzialmente interessate.

Ulteriori approfondimenti saranno a breve disponibili sul sito http://www.sgi2012.unical.it/.

Arrivederci a Cosenza.

 


Catasto delle infrastrutture del sottosuolo

IATT - Italian Association for Trenchless Technology

20/06/2011

Il tema del catasto delle infrastrutture del sottosuolo ha destato nel corso di questi ultimi anni un crescente interesse da parte sia delle istituzioni che degli operatori a rete.

Il primo intervento da parte del legislatore su questa tematica si è avuto con la Direttiva del 3 marzo 1999 “Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici”, recepita ed applicata ad oggi, in maniera sistematica, solo da pochi comuni e in modo estensivo dalla Regione Lombardia, alla quale seguirà il D.Lgs. 259/2003 con la definizione di un Codice delle Comunicazioni Elettroniche.
Il 15 maggio 2007 viene emanata dall’Unione Europea la Direttiva INSPIRE (acronimo di INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe) che istituisce l’infrastruttura per l’informazione territoriale della UE, e che contiene nel dettaglio la trattazione delle infrastrutture del sottosuolo.

Tali Provvedimenti legislativi indicano delle direzioni, ma operativamente l’approntamento di un catasto delle infrastrutture del sottosuolo si confronta con l’ assenza di una normativa organica che dia indicazioni univoche, rendendo questa tematica strategica difficile da realizzarsi.

Ciò nonostante, va dato atto alla Regione Lombardia di avere riconosciuto come una gestione dei sottoservizi ottimale da parte degli Enti locali demandati alla sua governance, non può prescindere dalla conoscenza di quello che c’è nel sottosuolo.

Una conoscenza puntuale della presenza delle reti dei sottoservizi, rappresenta un’asset importante anche per i gestori delle reti dei servizi, per pianificare gli sviluppi delle proprie reti, valutare le soluzioni economicamente più convenienti potendo ridurre al minimo i disagi rappresentati dalle interferenze degli altri operatori, individuando in modo sistematico quale soluzione tecnologica di posa o di risanamento sia più conveniente.

Inoltre la conoscenza di ciò che passa sotto i nostri piedi consentirà di ridurre i tempi di rilascio dei permessi di posa, consentendo di pianificare gli interventi sul territorio in modo ottimale.

E così, mentre molti parlano di catasto e si teorizza su questo tema, la IATT, sulla base delle molteplici esperienze dei suoi associati, a livello nazionale ed internazionale, e sulle specifiche competenze tecniche necessarie alla realizzazione di un simile progetto (indagini del sottosuolo con tecnologie georadar, di video ispezione, di gestione infrastrutture dati su reti del sottosuolo), ha attivato nel 2010 una collaborazione con la Regione Lombardia (Laboratorio Sottosuolo), e con ANCI Lombardia per la definizione delle procedure alla base della costituzione di un catasto di tutte le reti dei sottoservizi.

Tale collaborazione si materializza attraverso un progetto pilota “Progettazione Partecipata dei Sottoservizi nei Territori dei Comuni di Milano, Rho, Pero a Arese” nell’asse metropolitano dell’area Expo 2015, che vede coinvolti i comuni di Rho, Pero, Arese, e i quartieri nord del comune di Milano.

Il progetto, con il suo carattere “operativo” è stato il punto di partenza di una collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico con il quale la IATT insieme alla Regione Lombardia, ANCI Lombardia, ANCI Nazionale, e Federutility, diventa uno degli attori principali nel tema del catasto delle infrastrutture del sottosuolo, presso il sito www.catastoexpo2015.it  è possibile seguire lo sviluppo del progetto, che troverà la conclusione entro il 2012 e i cui risultati costituiranno una best practies che sarà presentata in occasione dell’ Expo 2015.

 


Convegno “Dissesto idrogeologico. Il pericolo geoidrologico e la gestione del territorio in Italia”

SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale

Nella giornata di venerdì 10 giugno 2011 si è tenuto a Roma presso l’Aula Convegni del CNR il Convegno Nazionale: “Dissesto idrogeologico. Il pericolo geoidrologico e la gestione del territorio in Italia”, organizzato dalla SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale), dal CNR-IRPI (Consiglio Nazionale delle Ricerche- Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica), e dall’AII (Associazione Idrotecnica Italiana).
Pur svolgendosi in una sola giornata, il convegno ha ottenuto un notevole successo di partecipazione: circa 300 iscritti, 3 relazioni a invito, 24 presentazioni orali, e 26 presentazioni tramite poster.

Le relazioni sono state organizzate in 4 sezioni tematiche:

  • Lo stato delle competenze in materia di difesa del suolo alla luce dell’attuale normativa: attività progetti, problematiche.

  • Le cause del dissesto idrogeologico in Italia - casi di studio.

  • Mitigazione del rischio idrogeologico - interventi strutturali.

  • Prevenzione del rischio idrogeologico - pianificazione territoriale.

Dalle problematiche presentate nel corso del convegno è emerso come a fronte di piogge intense e /o prolungate, il territorio del nostro paese continui a manifestare fenomeni di dissesto (frane, inondazioni, sprofondamenti, allagamenti…) che interessano centri abitati e infrastrutture quali vie di comunicazione e insediamenti industriali. Numerosi interventi hanno evidenziato la necessità che le istituzioni nazionali e locali producano ulteriori sforzi e investano nuove risorse nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Particolare attenzione dovrà darsi alla corretta pianificazione territoriale; questa, a lungo termine, porterà ad un risparmio in termini economici e soprattutto di vite umane. La necessità di un’accurata manutenzione delle opere realizzate, unitamente ad un appropriato monitoraggio dei fenomeni idrologici, costituiscono un ulteriore punto di richiamo emerso nel corso delle interessanti e qualificate presentazioni che hanno caratterizzato l’incontro.

Gli Atti del Convegno saranno pubblicati quanto prima sulla rivista della Sigea “Geologia dell’Ambiente”. Gli interessati potranno chiedere notizie al riguardo scrivendo a “info@sigeaweb.it” o avere informazioni sul sito “www.sigeaweb.it”.

 


Scuola Nazionale di Studi sul Volume geologico e geomorfologico

 

E stata organizzata, la prima “Scuola Nazionale di Studi sul Volume geologico e geomorfologico”.

L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare e approfondire le conoscenze e metodologie necessarie al fine di valutare il “volume geologico significativo” di un progetto attraverso le analisi geologiche e geomorfologiche, dando la possibilità al geologo di contribuire in maniera determinate negli studi dei “volumi geotecnici”, secondo la recente normativa NTC 2008.

Alla scuola è stato dato il patrocinio del Consiglio Nazionale dei Geologi e sono stati richiesti quelli dell'ISPRA, della Regione Abruzzo e di società.

La scuola verrà effettuata a Barrea dal 25 al 28 maggio; le lezioni, (comprensive di esercitazioni ed escursione applicativa interdisciplinare) saranno tenute da docenti universitari, da ricercatori di Enti pubblici e privati e da Professionisti del settore ed è rivolta a laureandi, neolaureati, dottorandi, assegnisti di ricerca in Scienze Geologiche e giovani professionisti.

Il numero massimo previsto è di 30 persone.

Per le selezioni basta inviare il curriculum a tectonicgeomorphology@unich.it.

 


Codevintec, successo per il workshop in laguna
Precisione senza precedenti grazie a Laser Scanner e Multibeam

Milano, 31 marzo 2011

Con la collaborazione del CNR ISMAR di Venezia, Codevintec ha tenuto un workshop lo scorso 16 marzo per illustrare gli impieghi e le straordinarie potenzialità di alcune tra le tecnologie di rilievo 3D più promettenti degli ultimi tempi.

 

Nonostante la pioggia incessante, i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino le straordinarie potenzialità delle strumentazioni, capaci di prestazioni fino a questo momento inimmaginabili.

Grazie all’altissima velocità e precisione di questi sistemi, è stato possibile vedere nel dettaglio tutto ciò che è immerso sott’acqua e contemporaneamente quanto affiora.

La difficoltà del rilevamento dei fondali di Venezia è rappresentata dalla tipologia di sedimento della laguna (sottile e soffice) e dall’inaspettata velocità delle correnti e variazioni di maree. L’intervento è stato possibile grazie all’uso integrato di tre sistemi:

- Multibeam SeaBat 7125 Reson in grado di leggere sott’acqua con una specificità senza precedenti. Il suo angolo di apertura a 165° è il più ampio sul mercato dei multibeam beamformer. Dai dati acquisiti durante la dimostrazione, si è verificato che lo strumento a 5 metri di profondità copre un’area pari a circa 10 volte l’altezza della colonna d’acqua, con 512 punti, con una risoluzione verticale di 6 mm e una orizzontale nell’ordine del centimetro. In questi giorni è stato scelto dal Ministero dell’Interno per i Nuclei Sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Milano, Roma e Reggio Calabria.

- Laser Scanner ILRIS-3D MC (Motion Compensated) Optech per il rilevamento dei dati subaerei. Il modello usato è specificatamente studiato per effettuare survey indagini con un raggio d’azione fino a 1500 m. Grazie a questo strumento è stato possibile rilevare aeree poco sopraelevate come le barene (isolotti argillo-sabbiosi periodicamente sommersi dalle maree) e studiare l’azione erosiva delle correnti lungo la fascia intertidale.

- Sistema INS POS MV 320 Applanix: sistema di posizionamento intergrato GPS e IMU, indispensabile per la georeferenziazione e la compensazione dell’assetto e del movimento della barca.

I partecipanti hanno potuto vedere i dati raccolti direttamente sulla barca grazie al Software PDS 2000 Reson, che gestisce i dati provenienti da tutti i sensori, permettendone la visualizzazione in tempo reale. Tra i presenti, le Università di Venezia e Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Ordine dei Geologi del Lazio, l’Arpa di Bologna, i Vigili del Fuoco di Venezia.

Il video è disponibile sul sito www.codevintec.it

Per ulteriori informazioni:
PR OFFICE
ELISA DAL BOSCO MNGM

info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it

 


SESSIONE U1
GEOETICA E CULTURA GEOLOGICA:
il contributo delle Scienze della Terra ad un rinnovamento culturale della società.

28 marzo 2011

La Geoetica tratta temi riguardanti le implicazioni etiche, sociologiche e culturali delle Scienze della Terra, evidenziando il ruolo e la responsabilità sociale del geologo nel promuovere la valorizzazione e la salvaguardia della Geosfera, la corretta informazione sui rischi, il coinvolgimento della società nell’idea di un “patrimonio geologico” comune e condiviso.

La sessione si propone di stimolare il dibattito sui seguenti temi:

  • il confronto con i problemi geologici globali;

  • l’uso razionale e sostenibile delle geo-risorse;

  • la corretta divulgazione dei risultati degli studi scientifici e la responsabile informazione sui rischi;

  • il contributo ad una efficiente gestione dell'emergenza;

  • il miglioramento dei rapporti tra comunità scientifica, mass media e opinione pubblica;

  • il rispetto delle normative ed il supporto alle decisioni politiche;

  • l’organizzazione di strumenti didattici per sviluppare valori e comportamenti in un'ottica di informazione e formazione;

  • il trasferimento di consapevolezza del valore culturale del territorio a coloro che lo abitano;

  • la promozione di gruppi di lavoro all’interno delle Università e degli Ordini professionali, che sviluppino i temi sopraelencati, anche in una prospettiva, flessibile e prudente, di ridimensionamento delle certezze e di una seria riflessione sulla non immutabilità delle conoscenze e dei ruoli.

Si invitano tutti a mettere in comune le proprie esperienze, sottoponendo contributi, siano essi considerazioni generali o presentazioni di casi specifici, anche con la prospettiva del dibattito internazionale previsto nel Simposio di Geoetica del 34° International Geological Congress (Brisbane, Australia – Agosto 2012), dove per la prima volta l’Italia sarà rappresentata tra i Convener.

Silvia Peppoloni
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma; tel. 06 855082017;
silvia.peppoloni@ingv.it

sito del convegno: www.geoitalia.org
scadenza per la sottomissione dell'abstract: 16 maggio 2011

 


Primavera delle Scienze dalla Terra

26 marzo 2011

Il progetto “Il Paesaggio Geologico della Provincia di Cosenza” nasce da un accordo di collaborazione tecnico-scientifica tra l’Assessorato Urbanistica e Governo del Territorio della Provincia di Cosenza e l’Associazione Territorio e Ambiente 360; si tratta di un progetto partecipato per la valorizzazione del patrimonio geologico della Provincia di Cosenza.

La Primavera delle Scienze della Terra viene pensato come un momento di approfondimento di alcune tematica connesse ai concetti di georisorse e geodiversità, che raccoglie i contributi provenienti da professionisti, esperti dell’accademia e delle PA, appassionati degli assetti fisici del poliedro ambientale, incontrati nel percorso costitutivo del Tavolo Tecnico.

Questo ciclo di iniziative rappresenta un’occasione per consolidare l’ipotesi di lavoro collettivo messo in campo, verificando progressivamente i materiali condivisi, le difficoltà percepite, le buone pratiche messe in atto.

Sono previsti tre tipi di attività: (i) ciclo di seminari con specifici approfondimenti tematici; (ii) escursioni volte alla definizione di standard di rilevamento comuni; (iii) weekend culturali specificatamente dedicati alle aree parco.

Nutriamo una qualche dose di speranza che la Primavera delle Scienze della Terra risulterà giovevole, magari affascinante, e comunque sicuramente stimolante nell’ottica di promuovere future iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio geologico.

Programma Seminari

DATE

EVENTO

12 Aprile

Le georisorse nella pianificazione territoriale: l’individuazione dei geositi nelle esperienze dei PSC 

5 Maggio

I concetti di Geosito e Geodiversità: approfondimenti scientifici 

6 Maggio

La perimetrazione dei geositi: workshop cartografico 

4 Giugno

Le esperienze di altri censimenti regionali e provinciali 

7 Giugno

Architettura e Paesaggio: temi, metodi e progetti per la messa in valore del patrimonio antropico e naturale in Calabria

 

Programma Escursioni

DATE

EVENTO

7 Maggio

Escursione “Rilevamento e catalogazione dei geositi presenti nella fascia costiera dell’Alto Jonio”

8 Maggio

Escursione “Rilevamento e catalogazione dei geositi presenti nella fascia costiera dell’Alto Tirreno”

22 Maggio

Escursione storico-naturalistica “camminata del Diavolo” dalla Mater Chiesa alle Gole del Raganello

19 Giugno

Escursione storico-naturalistica sul sentiero dei briganti  "Pietrae ra gnà Zzita"

 

Programma Week-end Culturali

DATE

EVENTO

21/22 Maggio

Il Paesaggio Geologico del Pollino
Il Geosito di Civita “Le Gole del Raganello e il canto delle Vallje”

18/19 Giugno

Il Paesaggio Geologico della Sila
Il Geosito di Longobucco “Petrae ra gnà Zzita il sentiero dei Briganti”

 

 


“Una, nessuna, centomila”. Le frane della Toscana: un nuovo strumento della Regione per la conoscenza e la prevenzione del dissesto idrogeologico.

23 marzo 2011

Arriva la Banca dati delle frane della Regione Toscana, il Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena in prima linea

La Toscana, infatti, rientra a pieno titolo tra le regioni italiane dove il dissesto idrogeologico ha una incidenza sociale ed economica molto elevata. Il bilancio dei danni materiali e delle perdite è un bollettino di guerra che si ripete di anno in anno. Ma quante sono davvero le frane in Toscana? e con quali caratteristiche si presentano? La conoscenza dei movimenti franosi in atto o avvenuti nel recente passato e la consapevolezza della possibile riattivazione di questi, è un passo fondamentale nella lotta alle calamità naturali di natura geomorfologica.

A tale scopo la Regione Toscana ha attivato un programma di ricerca per l’identificazione delle aree in frana distribuite sul territorio regionale ed il confronto per l’implementazione dei dati sullo stato del dissesto idrogeologico in tutto il territorio regionale dei diversi strumenti di pianificazione territoriale per evidenziare le aree maggiormente esposte a condizioni di pericolo.

La banca dati delle frane della Toscana è quindi un grande archivio digitale, uno strumento informativo che individua le frane presenti e le classifica in base allo stato di attività, al tipo di materiale coinvolto, al tipo di movimento, alla frequenza con cui si possono attivare ed alla velocità presunta con cui si spostano durante le fasi di attività.

Il CGT dell’Università di Siena è impegnato nell’implementazione dei dati conoscitivi sulle frane all’interno del grande contenitore di informazioni che è la banca dati frane. Ad oggi sono censite 85.448 frane di cui oltre 11.000 in movimento e soltanto 1.900 in condizioni di stabilità. Oltre l’8% dell’intero territorio regionale è o è stato interessato da movimenti franosi in tempi geologicamente recentissimi. L’obiettivo dei progetti del CGT per lo studio dei molteplici aspetti che caratterizzano il territorio è quello di costruire un grande archivio di conoscenze geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche, geotecniche, pedologiche, storiche e di altra natura che permetta infine di eseguire analisi di suscettibilità, pericolosità e rischio fondate su un serio costrutto. Solo attraverso queste conoscenze saremo in grado di conoscere quali aree sono più vulnerabili e dove è più urgente l’intervento dell’uomo.

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University

 


Geoecolab: manifestazioni ed eventi di divulgazione scientifica, sul rapporto tra i cambiamenti climatici e l’energia

17 marzo 2011

A partire dal 22 marzo fino alla fine di maggio il Geolab – Museo laboratorio di Scienze della Terra di San Gemini (TR) in collaborazione con due tra i più prestigiosi enti di ricerca italiani, l’INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il CEMCC – Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici organizza una serie di manifestazioni ed eventi di divulgazione scientifica, sul rapporto tra i cambiamenti climatici e l’energia.

Il tema dell’energia, ed in particolare delle sue fonti, è oggi estremamente attuale e pone questioni a livello globale di non facile soluzione. Da un lato, cresce il fabbisogno mondiale e dall’altro aumenta il rischio di un utilizzo imprevidente di questa risorsa. Non esiste, tuttavia, una facile scorciatoia come soluzione generale del problema, non esiste la formula magica che risolve la questione. Per questo è importante conoscere e capire i meccanismi che regolano i processi, per poter divenire cittadini in grado di prendere decisioni personali e collettive, coscienti degli effetti a breve termine e delle ricadute a lungo termine.

Sulla base di queste considerazioni nasce l’idea di un progetto di educazione ambientale, denominato Geoecolab, come strumento di comprensione delle tematiche legate all’energia.

Il calendario prevede che dal 22 al 25 marzo si svolgerà la 6A edizione della Settimana della cultura Scientifica e Tecnologica con i GEOECOLABORATORI per le scuole dell’Istituto Comprensivo Statale di Acquasparta. Laboratori didattici sul clima e l’energia che rimarranno aperti, su prenotazione, fino alla fine di maggio con la collaborazione degli operatori museali della Soc. Sistema Museo. Fra le conferenze e gli incontri con gli esperti, per fornire non solo alle scuole, ma anche ad un pubblico più vasto di cittadini attenti all’ambiente gli strumenti per una conoscenza consapevole del territorio umbro, è in programma, per il primo aprile, alla sala multimediale S. Maria Maddalena di San Gemini un incontro con la popolazione sul tema: “Energia. Come risparmiare?” Consigli utili e buone pratiche per il risparmio energetico, a cura del PER – Parco delle Energie Rinnovabili di Frattuccia (TR). Infine, per il mese di maggio è in programma, in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Terni, una tavola rotonda tra istituzioni ed enti di ricerca sull’impatto dei cambiamenti climatici nella regione Umbria dal titolo: "Clima. Come cambia in Umbria?".

L’evento è realizzato con il contributo della Regione Umbria e del Comune di San Gemini.

Per informazioni e prenotazioni sugli eventi:

Sistema Museo call center 199.151.123*
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 escluso i festivi
infoline@sistemamuseo.it www.sistemamuseo.it

 


Prime scoperte per il CGT nell’antica città di Adulis

10 marzo 2011

 

Gli scavi archeologici nell’area dell’antica città di Adulis, in Eritrea, hanno dato i primi risultati. La prima campagna di scavi, appena conclusa, è stata condotta dal CeRDO dei fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni, dal Centro di GeoTecnologie dell’Università di Siena e dal Museo Civico di Rovereto, in collaborazione con il Museo Nazionale Eritreo di Asmara, Archeologia Viva e l’ASI – Agenzia Spaziale Italiana.

Gli archeologi del laboratorio di Geotecnologie per l’Archeologia del Centro di GeoTecnologie, Giulio Bigliardi, Sara Cappelli ed Enzo Cocca, hanno diretto un saggio di scavo al margine orientale dell’antica città, riportando alla luce un edificio ancora parzialmente coperto dal crollo di alcuni muri: “sarà molto interessante rimuovere il crollo durante la prossima campagna di scavo per mettere in luce i muri e iniziare lo scavo dei livelli di abbandono e di frequentazione della struttura. Si tratta di un contesto molto interessante, in quanto perfettamente sigillato da oltre un metro e mezzo di depositi alluvionali che hanno garantito una perfetta conservazione dei sottostanti depositi antropici della città”, spiega l’archeologo Giulio Bigliardi, responsabile per il CGT del Progetto Adulis, “speriamo che lo scavo del prossimo anno possa gettare nuova luce sulle ultime fasi di vita e sulle cause del declino della città, ancora poco chiare”.

Il team del CGT ha curato, inoltre, il rilievo strumentale e fotogrammetrico di tutti i settori di scavo ed ha avviato il rilevamento GPS di tutte le strutture murarie visibili in superficie sull’area del sito archeologico. “Tale rilevamento, che verrà completato il prossimo anno, permetterà di ipotizzare i limiti della città e di trarre preziose indicazioni sulla topografia della città” precisa l’archeologa Sara Cappelli, “e tutta la documentazione così raccolta verrà gestita ed elaborata attraverso una piattaforma GIS”.

Il laboratorio si sta occupando anche dello studio di alcuni materiali rinvenuti durante gli scavi e in particolare verranno effettuate analisi spettrometriche di massa su alcuni campioni di ossidiana, “questo ci permetterà di valutare la provenienza di tali manufatti e confrontarli con quelli provenienti da altre zone del Mar Rosso” spiega l’archeologo Enzo Cocca.

È possibile seguire le fasi della campagna appena conclusa sulle web-TV: www.sperimentarea.tv  e www.archeologiaviva.tv .

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University

 


Fondazione Masaccio e CGT di San Giovanni Valdarno uniti per la formazione

9 marzo 2011

 

Fondazione Masaccio e CGT di San Giovanni Valdarno, arriva il bando di concorso, per titoli e colloquio, per il conferimento di sette borse di studio post-Iaurea. L'importo lordo è di € 10.600,00 per ogni borsa. Le borse sono finalizzate allo svolgimento di attività di ricerca da svolgersi, sotto la direzione del Prof. Luigi Carmignani, presso il Centro di Geotecnologie, e del Prof. Paolo Conti, presso le sedi della Società CGT Spin Off, Responsabili della ricerca sul tema "Applicazione delle Geotecnologie alle risorse naturali e ai beni culturali e allo sviluppo della loro fruibilità ".

La Fondazione Masaccio, infatti, nell’ottica della sua funzione principale di svolgere attività culturali, di ricerca scientifica a tutela dell'ambiente, si avvale dell’importante collaborazione dell’attivissimo centro di geotecnologie dell’Università di Siena per dare una ricca opportunità formativa post Lauream.

Il Centro di GeoTecnologie dell’Università degli Studi di Siena, la Società Spin Off dell'Università di Siena “CGT Spin off S.r.L” si faranno carico di seguire la formazione dei titolari delle borse di studio bandite dalla Fondazione Masaccio in modo da assicurare a borsisti approfondimenti in alcune discipline di competenza del Centro di GeoTecnologie e una esperienza professionale da realizzare attraverso attività di tirocinio da svolgere nell'ambito dei progetti della Soc. CGT Spin off. Il Cg, regolarmene autorizzato dagli organi accademici competenti, darà l'opportunità ai vincitori del concorso di fare parte degli "ALLIEVI DEL CGT" e quindi, se disponibili, mettere a loro disposizione alloggi gratuiti presso il Collegio Universitario e la partecipazione ai progetti di ricerca e di consulenza scientifica dei Laboratori del Centro di GeoTecnologie.

Essere Allievi del CGT comporta:
- l'alloggio gratuito presso il Collegio Universitario del CGT per tutta la durata della borsa di studio, sempre che esista la disponibilità di alloggio. L'assegnazione del posto alloggio avverrà in base alla disponibilità e secondo l'ordine della graduatoria del concorso. Per "Alloggio gratuito" s'intende l'esenzione completa dal pagamento del canone di affitto; restano a carico del borsista, le utenze, le spese di condominio e la metà delle spese di registrazione del comodato di uso.

- l'accesso alle attività dei laboratori del CGT per lo svolgimento dell'attività di ricerca prevista dal bando indetto dalla Fondazione Masaccio.

I candidati dovranno essere in possesso dei requisiti richiesti entro il termine utile delle data di scadenza per la presentazione della domanda di ammissione. Le borse di studio avranno la durata di 12 (dodici) mesi ciascuna e, se saranno disponibili risorse economiche, potranno essere rinnovate fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla ricerca.

Secondo quanto previsto nella seduta del Consiglio d'Amministrazione della Fondazione del 21/07/2010, la copertura finanziaria delle borse di studio graverà su fondi messi a disposizione dalla Fondazione Masaccio, che curerà anche tutta la gestione amministrativa delle borse di studio. La borsa di studio può essere concessa a cittadini di qualunque nazionalità.

Durante il periodo della borsa di studio i candidati non dovranno avere un reddito riferito al periodo di fruizione della borsa di studio superiore ad € 7.746,85= (annui). L'assegnazione della borsa sarà effettuata mediante la valutazione dei titoli ed un colloquio volto ad accertare la preparazione dei candidati nel campo specifico degli studi cui la borsa è finalizzata.

Il colloquio è pubblico. La data ora e luogo della selezione (colloquio) verrà comunicata ai diretti interessati tramite posta elettronica in tempo utile prima del giorno in cui essi dovranno sostenerla.

I candidati dovranno presentarsi muniti di idoneo documento di riconoscimento. Dopo le prove d'esame, verrà realizzata la graduatoria generale di merito degli idonei che verrà trasmessa al Direttore della Fondazione Masaccio.

La domanda d'ammissione al concorso, indirizzata al Direttore della Fondazione Masaccio e redatta in carta semplice su modulo predisposto, potrà essere presentata a: Fondazione Masaccio Via Vetri Vecchi 34 San Giovanni Valdarno (AR), entro e non oltre il 07/04/2011.

Il godimento della borsa di studio non integra un rapporto di lavoro, essendo finalizzato alla sola formazione professionale del borsista.

La borsa non dà luogo a trattamenti previdenziali e assistenziali, né a valutazioni o riconoscimenti giuridici ed economici ai fini di carriera, né a riconoscimenti automatici ai fini previdenziali.

Il borsista ha diritto di accedere alle strutture di ricerca del Centro di GeoTecnologie e alla sede operativa e ai laboratori della Soc. CGT Spin Off presso la Zona Industriale di Bomba cui sono assegnati e di usufruire di tutti i servizi a disposizione secondo la normativa vigente nelle strutture, ed a osservare le norme regolamentari e di sicurezza in vigore presso le strutture stesse.

Il bando ed il modulo per la domanda di partecipazione al concorso sono disponibili presso la Sede Operativa della Fondazione Masaccio in Via Vetri Vecchi 34 - San Giovanni Valdarno (AR), oltre che sul sito internet: http://www.fondazionemasaccio.org.

Per eventuali informazioni, richiesta di ulteriori chiarimenti, gli interessati possono rivolgersi direttamente a Dott.ssa Marta Bottacchi tel. 055.9119449.

 

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University

 


Pianvallico, finanziato il progetto di bonifica, il Centro di Geotecnologie al centro dell’operazione

9 marzo 2011

 

Pianvallico, il CGT di San Giovanni Valdarno, in prima linea per la bonifica.

La Provincia di Firenze, infatti, ha vinto il Bando ed il Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena, nell’ambito della sua collaborazione con la provincia, procederà all’esecuzione di un test pilota per il corretto dimensionamento e collocazione dell’impianto di bonifica, che ora, con la vittoria del bando, potrà avere piena attuazione.

La Provincia di Firenze ha ottenuto la copertura finanziaria della Regione Toscana per l’intervento di bonifica dell’area di Pianvallico, zona ricadente in un’area compresa tra i Comuni di Scarperia e San Piero a Sieve, le cui acque di falda risultano inquinate da solventi clorurati.

La Provincia di Firenze, grazie a questo progetto, ha vinto il bando 2010/2011 della Regione Toscana per il finanziamento di interventi finalizzati a restituire l’uso civile e produttivo i siti inquinati e a riconvertire le aree industriali abbandonate o degradate, richiedendo ed ottenendo dalla Regione Toscana la copertura del costo complessivo dell’opera, corrispondente a 484.521 Euro.

Il percorso è partito con l’incarico da parte della Provincia al Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena per lo svolgimento di un’attività di ricerca finalizzata alla caratterizzazione del sito e allo studio sperimentale di tecnologie non tradizionali per la decontaminazione delle acque di falda per il sito in oggetto.

Il lavoro accurato, condotto dal CGT, ha portato all’approvazione di un progetto operativo di bonifica comprendente come attività primaria l’esecuzione di un test pilota per il corretto dimensionamento e la collocazione dell’impianto di bonifica, che ora, con la vittoria del bando, potrà avere piena attuazione.

Nel sito di Pianvallico sono infatti insediate tuttora un alto numero di aziende di tipo industriale, artigianale o commerciale. E’ prevista un’espansione delle attività produttive, e, contestualmente, un percorso per il conferimento, anche con il sostegno della Provincia di Firenze, all’area produttiva della denominazione di APEA (Area produttiva ecologicamente attrezzata).

Pianvallico potrà finalmente risorgere.

 

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University

 


Il Futuro delle Geoscienze in Italia

22 febbraio 2011

Negli anni '70-80 la geologia italiana è stata protagonista di importanti sviluppi quali la cartografia della Nazione, il progetto Geodinamica, il progetto CROP, oltre a un forte contributo alla ricerca petrolifera, all'inserimento della figura del geologo nel mondo della professione, e ad una fenomenale crescita culturale in tutte le discipline delle scienze della Terra. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, i geologi italiani hanno vissuto una graduale perdita di senso di appartenenza e una diminuzione di progettualità. Hanno senz'altro inciso la riduzione dei finanziamenti, la scarsa attenzione dei politici e degli amministratori alle tematiche delle scienze della Terra, ma anche la mancanza di coesione della nostra comunità e le difficoltà nel comunicare e diffondere la cultura geologica.

Tuttavia da più parti si avverte l'esigenza di indagare sulle prospettive delle geoscienze nel nostro paese: comprendere quale sarà il ruolo giocato dai geologi nella nostra società e quali le possibili strategie da adottare nella risoluzione di problemi di interesse globale come il corretto utilizzo delle risorse naturali, la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, la protezione dell'Uomo dai rischi, il cambiamento climatico, ma anche l'origine della Terra: studiarne la storia per una convivenza più consapevole.

L'iniziativa Il FUTURO delle GEOSCIENZE in ITALIA, promossa da Società Geologica Italiana - Servizio Geologico d'Italia - Società Italiana di Mineralogia e Petrologia - Società Paleontologica Italiana, vuole lanciare un appello all'unità della comunità geologica, ponendosi come obiettivo la definizione condivisa di iniziative di interesse strategico, per contribuire alla crescita e allo sviluppo delle geoscienze, e per garantire un futuro migliore alla nostra società.

L'obiettivo è quello di definire idee che possano guidare in modo condiviso le scelte nelle geoscienze, sia del mondo della ricerca, dell'industria, che del mondo professionale, scelte che siano strumento per avanzare proposte concrete verso politici e decisori: Idee che sappiano coinvolgere tutti i livelli della comunità geologica, ridandole forza.

Per raggiungere questo obiettivo è importante il contributo di tutti i geologi italiani, per tale motivo è stato attivato il sito web www.futurogeoscienze.socgeol.it  inteso come uno spazio aperto, dove proporre idee ed esprimere opinioni.

I contributi raccolti verranno sintetizzati e dibattuti in un workshop (previsto per maggio/giugno), per  essere poi utilizzati nella stesura di un documento che descriverà gli obiettivi che la nostra comunità si prefigge di raggiungere nel prossimo decennio, gli investimenti e gli strumenti formativi necessariper conseguirli.

Per ulteriori informazioni:
CONTATTI
Fabio Petti 06 4959390 Chiara D’Ambrogi 06 50074695 futurogeoscienze@socgeol.it

 


In barca con Codevintec per rilevare fondali e palazzi di Venezia in 3D

Milano, 21 febbraio 2011

Con la collaborazione del CNR ISMAR di Venezia, Codevintec organizza per mercoledì 16 marzo un workshop per illustrare gli impieghi e le straordinarie potenzialità di alcune tra le tecnologie di rilievo 3D più promettenti degli ultimi tempi.

I partecipanti saranno invitati a salire in barca per vedere da vicino quali sono i procedimenti attraverso i quali catturare ogni dettaglio di fondali e palazzi, per conoscere la città sopra e sotto l’acqua.

Protezione civile, tutela dei beni architettonici, ingeneria civile, scienze della terra, fino alla ricostruzione di realtà in 3D per effetti cinematografici sono solo alcuni degli ambiti nei quali è possibile utilizzare la strumentazione come quella che sarà presentata in laguna.

Grazie all’altissima velocità e precisione di queste strumentazioni, è possibile scoprire tutto ciò che l’acqua nasconde e contemporaneamente catturare ogni dettaglio di tutto quello che dall’acqua affiora. L’intervento è possibile grazie all’uso integrato di Laser Scanner 3D, Ecoscandagli Multibeam e Sistemi di posizionamento integrato GPS+IMU, strumenti che proprio in Italia sono stati utilizzati per la prima volta in modo integrato, grazie a Codevintec e alle prime due società che ne hanno intuito le potenzialità: Coastal Consulting & Exploration di Bari e TE.MA. di Faenza.

l workshop è gratuito e aperto agli operatori del settore, previa prenotazione entro venerdì 4 marzo scrivendo all’indirizzo WorkshopVenezia2011@Codevintec.it

 

Per ulteriori informazioni:
PR OFFICE
ELISA DAL BOSCO MNGM

info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it

 


Sito web del Progetto SEE-GeoForm

18 febbraio 2011

Una delle più importanti attività istituzionali dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è la realizzazione di banche dati a scala nazionale per la valutazione della pericolosità associata ai fenomeni di origine endogena come terremoti, vulcani e maremoti. All’interno dell’INGV è attivo da diversi anni un gruppo di ricerca a cui partecipano anche ricercatori dell’ISPRA-Servizio Geologico Nazionale, che ha intrapreso la realizzazione di elaborazioni di pericolosità locale a scala nazionale basate sulla geologia di superficie (in scala 1:100.000 ed 1:50.000) nell’ambito del progetto SEE-GeoForm (“Site Effects Evaluation - Geological Form”: http://www.seegeoform.it . Queste elaborazioni sono finalizzate al miglioramento delle carte di pericolosità sismica di base già prodotte dall’Istituto e divenute il riferimento ufficiale per definire i livelli di scuotimento attesi per l’intero territorio nazionale con la pubblicazione nella G.U. n.108 del 11/05/2006 (Ordinanza PCM 3519 del 28/04/2006 “criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle medesime zone”).

Il progetto SEE-GeoForm (http://www.seegeoform.it) nasce con l’obiettivo di realizzare uno strumento semplice, ma estremamente potente e completo, per la gestione di dati geologici, geomorfologici, geotecnici e geofisici relativi all'intero territorio italiano. Dal sito si può accedere infatti ad un WebGIS, che, ad oggi, presenta dati relativi alla pericolosità sismica del territorio nazionale. Questo WebGIS viene proposto come un punto di incontro tra informazioni provenienti da database già esistenti o che sono il frutto di elaborazioni specifiche effettuate nell’ambito del Progetto SEE-GeoForm, permettendone una visione sinottica tramite strati informativi georiferiti e, quando possibile, sovrapponibili.

Il sito web ed il WebGIS sono stati realizzati da CSK Lab (Computer Science and knowledge Laboratory: www.csklab.it ).

Il progetto è stato avviato grazie ad un finanziamento dell’EUCENTRE (European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering: http://www.eucentre.it) di Pavia.

Riteniamo che i dati consultabili tramite il WebGIS SEE-GeoForm (http://www.seegeoform.it) siano di grande interesse per tutto il mondo della ricerca e della professione.

Per ulteriori informazioni si può inviare una email a: giuseppe.dicapua@ingv.it

 


Master di secondo livello in GeoTecnologie per l’Archeologia (GTARC)

14 febbraio 2011

 

Ha avuto inizio la sesta edizione del Master di secondo livello in GeoTecnologie per l’Archeologia (GTARC). Un'opportunità formativa di alto livello che ogni anno si arricchisce di nuove opportunità. Il Master è istituito dal Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti e Il Centro di Geotecnologie CGT dell’Università degli Studi di Siena. Obiettivo fondamentale del GTARC è quello di fornire delle competenze tecniche e tecnologiche a chi ha una formazione in campo archeologico con un taglio tradizionale. Le lezioni si svolgono nelle aule e nei laboratori del Centro di GeoTecnologie di San Giovanni V.no, Polo Universitario distaccato dell'Ateneo Senese. Il master ha l’intento di formare professionisti in grado di integrare tematiche umanistiche e tecnologiche attraverso l’applicazione di metodologie innovative di indagine ed interpretazione dei contesti archeologici. Gli argomenti trattati (GIS, telerilevamento, fotogrammetria, laser scanner, geofisica, modellazione 3D, realizzazione di data base) non sono solo spiegati da un punto di vista teorico da professionisti dei diversi settori, ma sono affrontati anche attraverso numerose ore di applicazioni pratiche, quali attività di campagna e/o esercitazioni al computer. Lo studente, alla fine del master, avrà un bagaglio di competenze tecniche applicabili nel campo dei Beni Culturali tali da renderlo più competitivo rispetto a chi ha seguito un corso di laurea con taglio tradizionale. Poiché questo tipo di formazione non può prescindere dal contatto con la realtà lavorativa, il master prevede un periodo di stage di 375 ore, da svolgere presso Enti di Ricerca (Università, Centri), Enti di tutela (Musei, Soprintendenze) e Società o Cooperative impegnate nella gestione dei Beni Archeologici. Le attività svolte durante lo stage saranno oggetto dell’elaborato finale del master, che sarà discusso in un’unica sessione a Dicembre 2011. Lo stage è importante perché dà la possibilità ai masteristi di entrare in contatto con Aziende, Società ed Enti Pubblici, creandosi una rete di conoscenze che favoriscono un inserimento professionale nel settore. Inoltre lo stage permette di sperimentare direttamente sul campo quanto appreso teoricamente.

Gli iscritti di quest’anno sono 14, provenienti dagli atenei del nord, del centro e del sud Italia; c’è anche una ragazza Spagnola; i ragazzi hanno in prevalenza una formazione con taglio archeologico di tipo tradizionale, ma con grande interesse all’applicazione delle tecnologie nel campo dei Beni Culturali.

Il Master è uno dei fiori all'occhiello del CGT ed è un titolo formativo importante che apre le porte a nuove entusiasmanti esperienze professionali.

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University

 


Portale dei Geopaesaggi della Regione Toscana

4 febbraio 2011

 

Si è appena conclusa la prima fase di elaborazione del progetto “Portale dei Geopaesaggi della Regione Toscana” nato dall’Accordo di collaborazione scientifica tra Regione Toscana, Consorzio LaMMa, e Centro di GeoTecnologie.

Sempre con maggiore attenzione si ripropone il tema della conoscenza, della conservazione e della fruizione del patrimonio, inteso nella sua valenza più ampia nella quale aspetti ambientali, naturalistici e culturali rappresentano segmenti di un sistema unitario. La Regione Toscana, con la Legge Regionale n. 56 del 6/4/2000 e in particolare con l’articolo 11, intende tutelare la diversità di particolari forme naturali del territorio, qui definite “geotopi”: forma naturale del territorio, di superficie o sotterranea costituita da particolari emergenze geologiche, geomorfologiche e pedologiche, che presenta un rilevante valore ambientale, scientifico e didattico, la cui conservazione è strategica nell’ambito del territorio regionale.

Obiettivo generale del progetto è la creazione di un Sistema Informativo Territoriale, fruibile in rete e/o attraverso supporti multimediali (Web-GIS), che contribuisca a valorizzare il patrimonio geologico e storico/culturale della Regione Toscana, incrementando l’offerta turistica e promuovendo lo sviluppo della conoscenza della cultura del territorio regionale a livello locale, nazionale e internazionale.

In questa prima fase l’impiego di più figure professionali (geologi, naturalisti e archeologi) ha portato all’individuazione dei principali geopaesaggi della Regione Toscana.

Le procedure operative sono state applicate ad alcune aree test dove le caratteristiche geologiche e storico-culturali risultavano idonee allo studio in corso: Valdarno Superiore-Pratomagno e Alta Valle dell’Albegna e del Fiora.

Il database, implementato sul contiunuum geologico realizzato dal Centro di GeoTecnologie in collaborazione con il Consorzio LAMMA, verrà utilizzato come base informativa per lo sviluppo di un PORTALE WEB interrogabile. Il sistema realizzato sarà messo a disposizione degli utenti finali (cittadini, turisti, ricercatori) mediante la creazione di una interfaccia web (WEBGIS), pubblicabile in rete.

Navigando l’interfaccia, l’utente potrà individuare su una base cartografica interattiva l’ubicazione dei maggiori siti e paesaggi di interesse geologico e di questi potrà dinamicamente conoscere tutte le relative informazioni geologiche, archeologiche, paesaggistiche, culturali, turistiche (agriturismi, terme ecc…) e visualizzare schede fotografiche, viste panoramiche tridimensionali e video.

Il sistema, inoltre, offrirà all’utente la possibilità di scegliere e visualizzare percorsi e sentieri che meglio si adattano alle proprie “preferenze naturalistiche”, alla propria disponibilità di tempo e alle proprie capacità fisiche per raggiungere i vari luoghi d’interesse. I percorsi consigliati saranno ulteriormente suddivisi per tipologia di accesso (pedonale, ciclabile, automobilistico). Ove necessario, su richiesta dell’ente, lungo i percorsi rappresentati potranno essere indicati aree di sosta pubbliche, punti di ristoro e qualsivoglia ulteriore informazione che sia dotata di una connotazione geografica discreta.

L’estrema versatilità e interattività del sistema permetterà di stampare in autonomia la mappa dell’area che l’utente intende visitare e tutte le schede informative ad essa collegate.

Scopo ultimo del progetto è la fruibilità delle informazioni da parte di Enti Locali (Comuni, comunità Montane, Province…) o di Privati titolari di attività commerciali con legami con il turismo del territorio (Agriturismi, Caseifici, Enoteche…) che avranno l’opportunità di visualizzare sulla propria pagina web la localizzazione della propria struttura in relazione con i percorsi geologico-culturali presenti nell’area limitrofa. In questo modo sarà evidente l’utilità del servizio geologico-turstico a livello capillare in tutto il territorio toscano.

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University

 


HELICA Srl tiene monitorato il Monte Rotolon: altissima e’ la tecnologia utilizzata per monitorare le Dolomiti in seguito alle avverse condizioni meteo che hanno colpito il Veneto

Vicenza 19 gennaio 2011

Alta tecnologia per l’analisi territoriale e strumentazioni di rilievo aereo all’avanguardia. Sono le caratteristiche essenziali che hanno deputato l’intervento di Helica, azienda con sede ad Amaro (Ud) impegnata nel telerilevamento, a raggiungere con i suoi elicotteri il Monte Rotolon, a Recoaro.

Infatti, in seguito alle recenti avverse condizioni meteo, si sono create situazioni idrogeologiche di elevata pericolosità anche per la popolazione. Il complesso montuoso, parte delle Piccole Dolomiti, è un sorvegliato speciale, proprio per la sua struttura morfologica.

elicottero HELICAHelica è recentemente intervenuta con un suo elicottero dotato di un sistema di rilevamento Lidar e fotografico, per offrire il dettaglio, attraverso i dati raccolti, della situazione.

L’azienda svolge servizi di monitoraggio ambientale e raccolta, anche in situazioni di emergenza, per la salvaguardia della popolazione e del territorio. Con una tempestiva raccolta dei dati, Helica è in grado di fornire, con estrema velocità e precisione, la dimensione dell’evento franoso, determinandone così la sua pericolosità, offrendo un sicuro monitoraggio ed una base dati necessaria a progettare le opere di consolidamento.

A dare mandato ad Helica per il telerilevamento del Monte Rotolon è stata la Regione Veneto – Direzione Difesa del Suolo.

Continua anche il monitoraggio di Helica sulle Piccole Dolomiti, un vero patrimonio naturale, per conto del Ministero dell’Ambiente. Lo strumento utilizzato per il monitoraggio è il LIDAR (Light Detection and Ranging) installato su elicotteri di proprietà dell’azienda: si tratta di una tecnica di telerilevamento che permette di generare un modello tridimensionale del territorio e delle sue infrastrutture anche su aree molto estese. L’azienda opera nel settore da oltre 10 anni e si posiziona tra i leader del mercato europeo.

 

UFFICIO STAMPA HELICA srl
dott.ssa Francesca Schenetti

 


CGT – Università di Siena: i dati ufficiali al 10 Gennaio 2011 confermano il trionfo d’iscrizioni

 

Il Centro di Geotecnologie di Geotecnologie di San Giovanni V.no, Polo Universitario Staccato dell'Università di Siena è un esempio di eccellenza, per numero d'iscritti alla Laurea Magistrale, per la qualità e la varietà dei percorsi formativi, per le specializzazioni post lauream ed il futuro professionale dei laureati. Sono finalmente arrivati i dati ufficiali dell’Università di Siena. Sono 49 gli iscritti al Corso di Laurea Magistrale in Geologia Applicata e GeoTecnologie del Centro di GeoTecnologie di San Giovanni Valdarno che si conferma ai primi posti in numero d’iscrizioni fra tutti i Corsi di Laurea dell’Ateneo Senese.

Un risultato veramente importante per l’Università di Siena che con l’attivazione di questo corso e del Campus Universitario di San Giovanni, all’interno del Centro di Geotecnologie, ha creato un percorso di formazione universitaria tra i più rappresentativi della Regione.

I dati confermano che la Laurea istituita nel Polo Universitario di San Giovanni V.no è una delle più funzionanti ed attive ed è al primo posto tra le facoltà di Scienze dell’Università di Siena.

Più di un 1/3 di tutte le matricole di Secondo Livello della Facolta' di Scienze di Siena, sono iscritte al Corso di Laurea di Geologia applicata e Geotecnologie del CGT.

Gli iscritti provengono un po’ da tutta Italia (Toscana, Sicilia, Calabria, Basilicata, Lombardia, Puglia, Lazio, Sardegna, Umbria, Liguria, Campania e Trentino Alto Adige).

Che cosa rende questa Laurea così interessante da veder crescere in continuazione il numero dei suoi iscritti? Il Corso di Laurea è strutturato in modo innovativo, con un percorso didattico che guarda al futuro, attraverso esperienze formative di alto livello direttamente sul campo, in interazione con i laboratori di Ricerca attivi nel Centro di Geotecnologie.

Nella cittadina di San Giovanni V.no, infatti, l’Università di Siena ha creato un dinamico campus Universitario, fortemente interconnesso con le attività del Centro di Geotecnologie e con il CGT Spin Off.

Gli studenti hanno da subito l’opportunità di vivere importanti attività di tirocinio, mirate ad una specializzazione nei tanti settori in cui opera il Centro e di crearsi contatti utili per la carriera.

I tanti sbocchi occupazionali, in Italia e all’estero, invogliano sempre di più i ragazzi a scegliere una Laurea Innovativa nel settore delle Geotecnologie.

Da uno studio interno al CGT, è emerso che l’81% dei laureati ha trovato lavoro, inerente al proprio percorso di studi, nel giro di 3 mesi ed il 41% lo ha trovato grazie al Relatore o altro referente del Cgt.

E’ da segnalare il fatto che l’83% del campione ha dichiarato che la prima occupazione è ancora il suo impiego, mentre l’8% ha avuto una collaborazione da 6 mesi ad 1 anno e solo il 9% ha avuto un’esperienza inferiore a 6 mesi.

Per quanto riguarda la tipologia dei contratti, invece, il 58% ha avuto una borsa di studio Dottorato Post Lauream, il 20% un contratto formazione lavoro, il 14% ha intrapreso collaborazioni come libero professionista, il 6% comprende i lavoratori a partita iva (3%) e gli impiegati a tempo determinato (3%) ed il 2% è assunto a tempo indeterminato già dalla prima occupazione.

Altro dato importante è che il 77% degli intervistati ha dichiarato di avere molto buone (55%) e abbastanza buone (22%) opportunità di carriera nella propria Azienda.

A tutto ciò si deve aggiungere anche l’opportunità data alle matricole di intraprendere un percorso lavorativo part time, all’interno dei tanti laboratori e delle tante attività offerte dal Centro di Geotecnologie, per potersi pagare gli studi.

La struttura moderna ed innovativa del Centro è un altro dei fattori che più attirano le matricole che hanno l’opportunità di sperimentare l’esperienza del Campus Universitario, con tanti servizi a disposizione come: il Collegio Universitario, costituito da 28 appartamenti arredati e dotati di utenze indipendenti, la mensa, la sala Convegni, i laboratori e la biblioteca.

Insomma, un esperimento veramente riuscito, quello che l’Università di Siena ha creato nella valle di San Giovanni Valdarno.

 

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University


Arriva in Italia grazie a Codevintec il software GateMate per gestire le piste da sci
Dopo il grande battesimo alle Olimpiadi di Vancouver

Milano, 21 dicembre 2010

Forte della grande esperienza olimpica, GateMate gestisce il posizionamento e riposizionamento delle porte di slalom e discesa libera. Anche durante lo svolgimento delle gare.

Misurare e disporre le porte delle piste di sci ha sempre richiesto un grosso impegno. E riposizionare le porte - soprattutto durante lo svolgimento delle gare - significava misurare le distanze a mano o triangolare con alberi o palizzate, senza alcuna garanzia di precisione.

GateMate è il software Hemisphere che - unitamente ad un palmare con GPS - misura, mappa e memorizza i tracciati delle piste. La posizione di ogni porta viene rilevata con il GPS. I dati compongono la mappa di tutto il percorso con distanze, altitudini e dislivelli tra una porta e l’altra. L’esatta configurazione della pista viene poi esportata anche in formato KLM compatibile con Google Earth.

Il software GateMate è stato fondamentale alle Olimpiadi invernali di Vancouver, sia nella gestione immediata dello slalom - con la possibilità di riposizionare i paletti divelti dagli sciatori - sia nell’archiviazione successiva dei dati raccolti.

I Palmari GPS accoppiabili a GateMate sono di vario tipo (anche con antenna esterna nello zaino per chi vuole la precisione estrema). A questi GateMate aggiunge la praticità e la professionalità di un utilizzo rapido da parte degli operatori che lavorano sulle piste da sci.

Per ulteriori informazioni:
PR OFFICE
ELISA DAL BOSCO MNGM
info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it


Pozzi per l’Africa  “Michele Maggiore”

SIGEA Puglia

Pozzi per l’Africa  “Michele Maggiore”Preservare le caratteristiche dell’acqua e assicurarne la disponibilità a favore di tutte le comunità umane è il principale obiettivo etico dell’idrogeologia, scienza che esplora i processi che determinano la composizione e la distribuzione dell’acqua negli ambienti naturali del nostro pianeta.

Michele Maggiore (1945 - 2010), docente di Idrogeologia presso l’Università degli Studi di Bari, ha trasmesso a quanti lo hanno conosciuto la consapevolezza che “l’acqua è un bene prezioso”, espressione che vibrava della sua generosità di insegnante e della sua instancabile passione di studioso.

Realizzare pozzi in Africa è un’iniziativa per donare il bene prezioso dell’acqua alle popolazioni afflitte da gravi carenze idriche. La raccolta fondi finanzierà la realizzazione di uno o più pozzi per l’estrazione di acqua dal sottosuolo, a vantaggio di piccole comunità dove sono attivi i progetti idrici sviluppati da Amref.

Per contribuire al Progetto è possibile effettuare
un versamento sul conto corrente bancario
IT19 H01030 03202 000001007932 (IBAN) o sul conto
postale 35023001, intestato ad AMREF Italia Onlus,
Via Boezio 17, 00192 – Roma, riportando la causale
Pozzi per l’Africa – “Michele Maggiore”.

www.amref.it

www.puglia.sigeaweb.it


Codevintec alleata delle montagne presenta il nuovo laser scanner che rileva su ghiaccio e neve e rende possibile anche il monitoraggio valanghe

Milano, 13 dicembre 2010

Ghiaccio e neve non fermano più i rilievi grazie a Codevintec che per l’inverno mette a disposizione un nuovo potente strumento di rilevamento 3D: Optech ILRIS-LR.

 

Optech ILRIS-LR è il nome del primo laser scanner che rileva anche neve e ghiaccio con elevatissime caratteristiche di precisione, accuratezza e velocità e fino a una distanza di 3 chilometri. Da quest’ inverno sarà quindi possibile monitorare i ghiacciai, calcolare il volume di accumulo di neve, valutare il rischio valanghe e stimarne la traiettoria grazie alla particolare lunghezza d’onda di ILRIS-LR.

Questa particolare strumentazione permette rilievi anche a fronte di situazioni critiche (forti nevicate, slavine) nelle quali è possibile definire il volume delle masse di neve, agevolando anche l’organizzazione della messa in sicurezza delle popolazioni. Con le stesse caratteristiche di precisione e rapidità di rilievo ILRIS-LR legge anche la conformazione dei ghiacciai, rilevandone quindi non solo dimensioni e struttura, ma dando la possibilità di studiarne l’eventuale ritiro.

ILRIS -LR è vicina agli amanti della montagna a 360 gradi: tra le altre applicazioni il modelling 3D di superfici ghiacciate di fiumi e laghi, di superfici bagnate finora non rilevabili, fino al calcolo della pendenza delle piste da sci.

Come gli altri laser scanner Optech, ILRIS-LR segue professionalmente la tutela e salvaguardia del territorio: è in grado di monitorare frane, rilevare edifici e zone disastrate, calcolare volumi superfici e dimensioni di strutture ed infrastrutture… Per ciò si avvicina alle esigenze di corpi quali la Protezione Civile e tutti gli Enti interessati alla conoscenza e alla prevenzione di situazioni ad alto pericolo, causate ad esempio dalla presenza di grosse quantità di neve e ghiaccio.

Per ulteriori informazioni:
PR OFFICE
ELISA DAL BOSCO MNGM
info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it


Boom d'iscrizioni al Corso di Laurea Magistrale del CGT

10 dicembre 2010

Il Corso di Laurea Magistrale in Geologia Applicata e Geotecnologie del Centro di GeoTecnologie dell’Università degli Studi di Siena si conferma ai primi posti in numero d’iscrizioni fra tutti i Corsi di Laurea attivati dall’Ateneo Senese.

Al 3 dicembre 2010, dal rilevamento effettuato dalla banca dati dell’Università di Siena sono giunti nuovi dati sul numero degli iscritti all’Ateneo Senese. In attesa dei dati definitivi, previsti per il nuovo anno, le stime parziali delle iscrizioni confermano che il corso di Laurea Magistrale in Geologia Applicata e Geotecnologie di San Giovanni Valdarno è una delle più rappresentative a livello Regionale.

Dai dati risulta che la Laurea Magistrale del CGT è al primo posto tra i corsi di laurea magistrale di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Siena. Allargando il confronto ai corsi di Laurea presenti in tutto l'Ateneo di Siena, il Corso di Laurea Magistrale di San Giovanni Valdarno è al terzo posto dopo due lauree di Economia.

Da sottolineare è, inoltre, che più di un 1/3 di tutte le matricole di Secondo Livello della Facolta' di Scienze di Siena, sono iscritte al Corso di Laurea di Geologia applicata e Geotecnologie del CGT

Invece, per quanto riguarda le matricole dei corsi di Laurea di secondo livello del polo universitario di Arezzo, il 36 % sono nel corso di San Giovanni.

Interessante è il dato che emerge dai dati raccolti e diffusi dall’ufficio di statistica del MIUR-URST, che conduce annualmente dal 1999 l'Indagine sull'Istruzione Universitaria, in merito alle immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale nell’anno accademico 2009/2010.

Che cosa rende questo corso di Laurea così interessante da veder crescere in continuazione il numero delle matricole? Perché, nella ridente cittadina, l’Università di Siena ha creato un dinamico campus Universitario, fortemente interconnesso con le attività del Centro di GeoTecnologie e con il CGT Spin Off. In questo modo, hanno subito l’opportunità, durante il loro percorso formativo, di vivere importanti esperienze professionalizzanti. I tanti sbocchi occupazionali, in Italia e all’estero, raggiunti grazie all’ottimo piano di studi e ai progetti correlati del percorso di Laurea, invogliano sempre di più gli studenti a scegliere una Laurea Innovativa e all’Avanguardia nel settore delle Geotecnologie. Sentendo il parere degli studenti, si evince che i punti di forza del CGT sono:

L’ambiente giovane e dinamico, costituito, in gran parte, dai giovani Laureati che hanno trovato nel CGT una vocazione ed un lavoro;

L’opportunità data alle matricole di intraprendere un percorso lavorativo part time, all’interno dei tanti laboratori e delle tante attività offerte dal Centro di Geotecnologie, per potersi pagare gli studi;

I numerosi sbocchi professionali sia all’interno del CGT che nelle tante Aziende per cui il Centro collabora o è in contatto, in tutta Italia ed all’estero. La possibilità di poter ottenere certificazioni per l’Accesso all’Ordine dei Geologi ed altre importanti certificazioni di settore e non.

La struttura moderna ed innovativa del Centro che comprende: il Collegio Universitario, costituito da 28 appartamenti, completamente arredati (suppellettili, televisore, frigorifero, lavastoviglie, lavatrice, forno e microonde) e dotati di utenze (gas, luce, acqua) indipendenti, con due o tre camere doppie, cucina, soggiorno, servizi e veranda; La mensa; La sala Convegni; i laboratori, ecc.

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University


Boom di pre-iscrizioni A.A 2010-2011

02 dicembre 2010

Un vero e proprio boom di pre – iscrizioni alla Laurea Magistrale in Geologia Applicata e GeoTecnologie del Centro di GeoTecnologie dell’Università degli Studi di Siena. Quasi il 14% in più rispetto all’anno accademico precedente. In Aula, il 2 Novembre 2010, erano presenti ben 32 studenti durante la prima lezione dell’anno Accademico.

Il fiore all’occhiello dell’Ateneo Senese ha ottenuto, ancora una volta, uno splendido risultato con la sua offerta formativa e con il suo Campus universitario. Il Centro di Geotecnologie, ospitato dalla ridente cittadina di San Giovanni Valdarno, infatti, rappresenta la sede dell’Università degli studi di Siena in Valdarno ed è uno dei più innovativi ed importanti centri di ricerca e applicazione delle moderne tecnologie alle applicazioni delle Scienze della Terra.

Un vero e proprio Campus universitario con tanti servizi messi a disposizione per gli studenti, come: accoglienti alloggi e mensa, impieghi part-time per consentire ai futuri geologi di mantenersi agli studi, collaborando attivamente con i laboratori e le molteplici attività del Centro, finanziamenti allo studio, Borse di studio per Stage, Assistenza sanitaria, Attività sportive, Corsi di Lingue, master e corsi post laurea, abilitanti alla professione di Geologo, esperienze formative sul campo, con la partecipazione a progetti in varie parti del mondo.

Il Corso di Laurea Magistrale è il trampolino di lancio per entrare nella professione del geologo, attraverso un percorso formativo composto da studio e lavoro nei laboratori del CGT, in un ambiente giovane e dinamico. Un percorso di studi, quello offerto, che vuole rispondere, anche attraverso tecnologie informatiche, telematiche e di telerilevamento aereo e satellitare, alla crescente domanda di professionisti nei settori della gestione e valorizzazione del territorio e delle sue risorse con competenze in geoingegneria e geotecnica, in idrogeologia, in prevenzione e mitigazione dei rischi naturali (frane, inondazioni, terremoti, ecc.) e nella gestione e valorizzazione delle risorse naturali. Il Corso di Laurea è articolato in sette Indirizzi e conferisce specializzazioni in tutti i settori della Geologia Applicata e delle Geotecnologie che attualmente e in prospettiva mostrano maggiori opportunità professionali: Geofisica Applicata, Geologia Ambientale, Geotecnica e Geoingegneria, Idrogeologia Ambientale, Sistemi Informativi Geografici (GIS), Telerilevamento e Fotogrammetria Digitale e Geoarcheologia. Un circuito attivo che integra il percorso formativo tradizionale con gli insegnamenti dei Master, con i numerosi corsi della Formazione Professionale Superiore del CGT, gratis per gli iscritti alla Laure Magistrale, e con le opportunità di tirocinio offerte dai progetti di ricerca, di consulenza e progettazione sviluppati nei Laboratori del Centro di Geotecnologie di Siena. Negli ultimi anni la laurea di secondo livello di San Giovanni Valdarno, nella sua classe, si è sempre posta nelle prime posizioni in Italia come numero di matricole.

Sono sempre più numerosi i giovani, anche fuori dalla Toscana, che scelgono di studiare e conseguire la laurea in questa struttura: il 46% arriva dalle Regioni del Sud Italia, il 36% dal Nord ed il 18% dal Regioni del Centro (i dati sono raccolti e diffusi dall’ufficio di statistica del MIUR-URST che conduce annualmente dal 1999 l'Indagine sull'Istruzione Universitaria). Altissima anche la percentuale di coloro che, a pochi mesi dalla Laurea, hanno trovato un impiego nel settore, sia in Italia che all’Estero (il 50% dei laureati ha trovato un impiego entro i 3 mesi dal conseguimento della laurea, il 95% ha un’occupazione ad un anno dalla laurea).

Per maggiori informazioni sul corso di Laurea Magistrale e sul CGT di San Giovanni Valdarno, consultare il sito internet: www.geotecnologie.unisi.it

Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University


Resoconto Convegno Terremoto Irpinia 1980

Quando la terra tremò: il terremoto del 23 novembre 1980
Il Convegno della SIGEA tenutosi a Calitri il 22/11/2010 in occasione del trentennale del terremoto del 23 novembre 1980

Lunedì pomeriggio 22 novembre 20010 presso la Sala Conferenze della Comunità Montana dell’Alta Irpinia a Calitri, si è tenuto il Convegno dal titolo: “Quando la terra tremò: il terremoto del 23 novembre 1980”.

L’iniziativa è stata organizzata dalle Sezioni regionali di Puglia, Basilicata e Campania della SIGEA e dalla Comunità Montana dell’Alta Irpinia ed è stato patrocinato dalla Regione Puglia, Campania e Basilicata, dalla Provincia di Avellino, dal Comune di Calitri e dai tre Ordine Regionali dei Geologi di Puglia, Campania e Basilicata. ... continua

SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale


Ipotesi di sversamento rifiuti nei sotterranei di Napoli

Società Speleologica Italiana

25 novembre 2010

La Società Speleologica Italiana,

associazione di protezione ambientale di riferimento per gli speleologi italiani, membro di Union International de Spéléologie (UIS) e European Speleological Federation (FSE), nel cui ambito operano le Commissioni Tecniche relative alle Cavità Artificiali, alla Salvaguardia aree di interesse speleologico e il Coordinamento di “Puliamo il Buio”

e

la Federazione Speleologica Campana,

organo di rappresentanza speleologica regionale

hanno appreso con sconcerto ed assoluta preoccupazione la notizia che il Sindaco di Napoli on. Rosa Russo Jervolino avrebbe avanzato l’ipotesi di utilizzare le cavità del sottosuolo partenopeo quali discariche di rifiuti. Si tratta di oltre 700 ipogei dislocati al di sotto della città, molti dei quali di grande interesse storico ed artistico, scavati prevalentemente nei tufi, materiali porosi e permeabili.

L'accumulo di rifiuti in tali cavità, comporterebbe il possibile definitivo inquinamento delle falde sotto la città e la potenziale formazione di pericolose ed incontrollabili sacche di gas, con conseguenti rischi per  a salute pubblica. In ogni caso porterebbe al degrado e alla distruzione di un patrimonio culturale ancora in parte sconosciuto.

Comprendiamo la situazione di assoluta emergenza in cui si trova la città, ma il rimedio proposto non è sicuramente adeguato e sorprende che l’on. Jervolino, già Commissario Straordinario al Sottosuolo, possa
aver formulato una tale proposta che peraltro è in contrasto con la Convenzione Europea del Paesaggio del 2002, con il D.L. 22 gennaio 2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (parte prima e artt. 142 e 143 della parte terza), al Piano Paesaggistico Regionale della Regione Campania (L.R. n. 16 del 22/12/2004) che applica il Codice Urbani, alle Norme sul Governo del Territorio del 06/06/2001 (art. 6 e successivi) che riferiscono del Piano Urbanistico Comunale della Città di Napoli, approvato nel giugno 2005 in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale.

Le scriventi associazioni rilevano inoltre ulteriori problemi in ordine al ventilato utilizzo delle cave che, sulla base del Piano regionale delle attività estrattive, risultino abbandonate o dismesse. L’utilizzo quale discarica di tali siti, pur nel rispetto delle normative, se posti in aree carsiche, comporta gravissimi rischi per le falde acquifere il cui utilizzo spesso non è limitato alla sola regione Campania, e che costituiscono una parte considerevole delle riserve di acqua potabile disponibili in Italia.

Ci auguriamo che per lo stoccaggio dei rifiuti vengano prontamente individuate soluzioni che non compromettano irreversibilmente i sistemi carsici, le risorse idropotabili e il patrimonio storico – archeologico della regione Campania, già duramente provato dalla perdurante emergenza.

Giampietro Marchesi
presidente della Società Speleologica Italiana

Sossio Del Prete
presidente della Federazione Speleologica Campana


23 Novembre 1980 - Terremoto dell'IRPINIA - Trenta anni di ricerca

In occasione del trentennale del terremoto del 23 Novembre 1980, Eliana Esposito e Sabina Porfido dell'IAMC/CNR di Napoli, hanno raccolto un'ampia bibliografia.

E' un escursus attraverso vari studi, i primi nell'ambito del Progetto finalizzato Geodinamica (PFG) del CNR (Microzonazioni, Catalogo, Atlas), fino ai più recenti, che vedono l'applicazione di metodologie nuove, ma ormai ampiamente diffuse, come ad esempio la nuova scala macrosismica ESI 2007 scale, di cui (Esposito e Porfido) sono le coautrici unitamente a Michetti A.M. ed un WG internazionale (Michetti et al., 2007).

Documentazione a cura di:
Eliana Esposito e Sabina Porfido
CNR-IAMC-NAPOLI


Boom di pre-iscrizioni A.A 2010-2011

15 novembre 2010

Quasi il 14% in più rispetto all’A.A. 2009-2010: boom di pre-iscrizioni alla Laurea Magistrale in Geologia Applicata e GeoTecnologie istituita nel 2009 presso il Centro di GeoTecnologie dell’Università degli Studio di Siena.

Il 2 Novembre 2010 si è tenuta la prima lezione presso il CGT e dal censimento fatto in aula erano presenti 32 studenti.

Anche grazie agli ottimi risultati che il CGT ha ottenuto dai vari istituti di ricerca nazionali e dal ministero negli anni passati, sono sempre più numerosi i giovani, anche fuori dalla Toscana, che scelgono di studiare e conseguire la laurea in questa struttura: il 46% arriva dalle Regioni del Sud Italia, il 36% dal Nord ed il 18% dal Regioni del Centro.

Dott.ssa Valentina Turco
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University


Calamità Idrogeologiche di fine Ottobre - primi Novembre 2010

SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale

Torino, 3 novembre 2010

Durante il ponte di Ognissanti, l’intera penisola è stata attraversata da una perturbazione atmosferica che si è spostata da nordovest a sudest con eventi di pioggia che hanno praticamente interessato tutto il paese. Il maltempo ha dapprima messo in ginocchio il Centro Nord e, nelle ultime ore, ha colpito duramente anche le regioni meridionali. In Lombardia sono esondati il Seveso e il Lambro. In Veneto sono stati interessati delle esondazioni dei corsi d’acqua i territori di 121 comuni, specie nel veronese, nel vicentino e nel padovano, dove il Bacchiglione ha rotto gli argini costringendo l'evacuazione di alcune famiglie. E' qui che si segnalano due vittime e un disperso. In Friuli Venezia Giulia alcuni affluenti del Tagliamento sono esondati allagando alcuni quartieri di Pordenone, di Sacile e della Bassa pianura ai confini con il Veneto. Sono state chiuse al traffico numerose strade e alcune famiglie sono rimaste isolate. In Emilia Romagna ha destato preoccupazione il livello del Po, dell'Enza e del Secchia; il Panaro è tracimato in alcuni tratti. Alcune frane sono state segnalate nel Modenese. In Liguria sono state segnalate frane nell’imperiese. In Toscana ci sono state tre vittime per frana in provincia di Massa Carrara e molte persone sono state evacuate dalle case interessate dal dissesto che ha provocato anche la chiusura di alcune strade provinciali. In Campania si sono avuti numerosi allagamenti nonché centinaia di alberi e cartelloni pubblicitari abbattuti dal forte vento. In Basilicata fenomeni franosi hanno provocato l’interruzione del traffico ferroviario e allagamenti sono stati segnalati in provincia di Matera. In Puglia forti nubifragi e allagamenti hanno interessato le province centro settentrionali ed il tarantino. In Calabria allagamenti a Vibo Valentia a Cosenza e nella Piana di Gioia Tauro. Frane sono segnalate nella zona di Tropea dove si conta anche un disperso nei pressi di un torrente in piena. Infine in Sicilia si sono registrati frane e allagamenti nel messinese con interruzioni della viabilità e isolamento di alcune famiglie.

Come commentare questo ennesimo evento calamitoso? Dal punto di vista scientifico, i fenomeni naturali sopra descritti rientrano nella normalità. È normale infatti che in autunno (così come pure in primavera, stagioni nelle quali si concentrano le precipitazioni nel nostro Paese) si registrino piogge di tali intensità e durata. È normale che le piogge, a un certo grado di intensità e durata, cadendo su un territorio geologicamente giovane e strutturalmente fragile come quello italiano, causino fenomeni pericolosi quali inondazioni e frane in zone che i bravi geologi classificano appunto come pericolose.

Sarebbe normale (ma evidentemente risulta molto complicato) che in tali zone, pericolose per instabilità di versante o perché troppo vicine ai corsi d’acqua, l’uomo non esponesse dei beni e, come minimo, non ci andasse ad abitare, in modo da non creare, in una zona pericolosa, degli elementi a rischio.

A tal fine, la nostra legislazione prevede che nei piani regolatori comunali le aree vengano classificate a seconda del grado di pericolosità geomorfologica per valutare l’idoneità all’utilizzazione urbanistica.

Come mai allora si incorre in danni alle strutture e a volte, purtroppo come in questo ultimo evento, in perdite di vite umane? Le ragioni devono rientrare evidentemente nell’elenco che si riportano di seguito.

1) Errata valutazione della pericolosità del territorio. In questo caso, il geologo professionista (non bravo) che ha apposto la propria firma alla relazione a supporto del piano regolatore rischia in prima persona.

2) Abusivismo: si costruisce cioè, in barba alla legge, nelle zone pericolose.

3) Utilizzo (purtroppo permesso dalla legge) di zone pericolose.

Quest’ultimo caso sembra inconcepibile ma è concreto. Infatti la legge prevede che in alcune zone pericolose, in cui già esistano dei beni esposti, ad esempio abitazioni, si costruiscano delle opere di difesa (ad es. argini artificiali) per ridurre la vulnerabilità di tali beni esposti e di conseguenza il loro rischio di essere colpiti dall’evento calamitoso (ad es. alluvione).

Ma la costruzione di un’opera di difesa non rende assolutamente quella zona meno pericolosa. E questo lo si è visto in questi giorni laddove ampi tratti di argini artificiali hanno ceduto a causa della piena del corso d’acqua e il territorio limitrofo, occupato anche da abitazioni, è stato inondato.

Addirittura la legge prevede che in queste tipologie di territori (pericolosi ma protetti da opere di difesa) non solo si mantengano le vecchie costruzioni (il che potrebbe essere ancora in qualche modo giustificabile) ma si possano prevedere espansioni abitative.
Il cittadino che andrà ad acquistare quei nuovi alloggi per abitarci è consapevole che quella è una zona pericolosa? Qualcuno lo avvertirà prima?

Come si può intuire, anche se indubbiamente sono stati compiuti passi in avanti dal punto di vista legislativo per mitigare il rischio idrogeologico nel nostro Paese, alcune concezioni sarebbero a nostro avviso da rivedere. E comunque non ci si può assolutamente fermare all’emanazione di una legge, anche per ipotesi perfetta, se questa non viene supportata da efficaci controlli per verificarne l’applicazione.

Infine, un ulteriore apporto alla consapevolezza da parte del cittadino della pericolosità della zona scelta come residenza, potrebbe essere fornito da forme assicurative nelle quali i premi crescerebbero naturalmente al crescere della pericolosità del sito.

Luciano Masciocco
Società Italiana di Geologia Ambientale
Presidente della Sezione nordovest - Coordinatore dell’Area Tematica “Dissesto Idrogeologico”


Dalla Geofisica al TURISMO INNOVATIVO:
le Dolomiti in 3D sbarcano nel web grazie ai laser scanner CODEVINTEC

Milano, 21 luglio 2010

Grazie alle strumentazioni Codevintec le Tre Cime di Lavaredo verranno ricostruite in 3D e per la prima volta potranno sbarcare nel web, nei musei interattivi e alle mostre, dando nuovo impulso al turismo.

Tre Cime di LavaredoCon la loro inconfondibile forma frastagliata le Tre Cime, simbolo stesso delle Dolomiti, potranno raggiungere viaggiatori in qualsiasi parte del mondo, favorendo la promozione turistica di uno dei paesaggi più belli del Paese.

A rendere possibile questo importante traguardo sono i laser scanner Optech ILRIS-HD che Codevintec ha voluto mettere a disposizione del progetto PEAK-3D, nato dall’intuizione di Francesco Zucca dell’Università di Pavia e da Fabio Remondino della Fondazione Bruno Klesser di Trento, all’interno del più ampio Progetto Munchausen, ideato per poter rilevare tutto ciò che è inusuale e che normalmente non può essere ripreso dalla cartografia classica, come ad esempio la forte verticalità delle tre Cime di Lavaredo. I due studiosi, insieme ad altri ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Padova e del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, hanno concluso ieri l’ultimo intervento estivo sulle Dolomiti, che da un anno fanno parte dei siti naturalistici protetti dall’UNESCO. Oltre alle strumentazioni Codevintec, fondamentale è stata la tecnologia messa a disposizione da Helica, necessaria per rilevare le parti altrimenti invisibili da terra.

I rilevamenti fatti fino ad oggi presto si trasformeranno in modelli digitali 3D che permetteranno la visualizzazione su web e interattiva, rappresentazioni innovative delle vie alpinistiche di salita e realizzazione di software geologici 3D dell’area, insieme alla possibilità di costruire modelli tattili per ipovedenti. Le analisi geologiche condotte parallelamente consentono inoltre il monitoraggio della stabilità delle pareti.

Per ulteriori informazioni:
ComunicaMi.com
Communication 360°
desk@comunicami.com
pr@comunicami.com 
info@comunicami.com
www.codevintec.it
Sono disponibili immagini su richiesta


L’Educazione Ambientale fa Rete
C
ostituita l’Associazione Centri per l’Educazione Ambientale della Sicilia

Venerdì 18 dicembre 2009 si è costituita l’associazione “Centri per l’Educazione Ambientale della Sicilia” (in breve CEA Sicilia Onlus), che mette in rete 14 associazioni che da anni si occupano di educazione ambientale e sostenibilità nei loro territori di riferimento.

Quercia mosaica "Sughereta di Niscemi"“L’idea dell’associazione – dichiara Vincenzo Liardo, presidente della nuova associazione – è nata circa un anno fa, quando il 30 novembre 2008 le associazioni si sono incontrate per la prima volta a Niscemi, presso i locali del Museo Didattico di Storia Naturale, per la firma di uno specifico protocollo d’intesa. È così iniziato un percorso partecipato di collaborazione e di confronto che, sulla base comune dei valori di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, ha portato alla costituzione di un raggruppamento di associazioni, forte delle pluriennali e variegate esperienze delle singole realtà territoriali nel campo dell’educazione ambientale e della sostenibilità”.

Le associazioni che hanno sottoscritto l’atto costitutivo, a Enna presso il CEA "Von Humboldt", sono:
1. Associazione Il Ramarro Onlus, Caltagirone;
2. Associazione Ambientalista Marevivo, Delegazione Palermo;
3. Associazione Ambientalista Marevivo, Delegazione Agrigento;
4. Associazione naturalistica Kalura, Ragusa;
5. Associazione NeT- Natura e Turismo, Catania;
6. Associazione CIPREA, Palermo;
7. Centro Educazione Ambientale Messina Onlus;
8. Centro Educazione Ambientale Niscemi Onlus;
9. Centro Educazione Ambientale Eolie Onlus, Lipari
10. Centro di Educazione Ambientale Alexander Von Humboldt, Enna;
11. Palma Nana, Palermo;
12. Associazione Circolo Piazzambiente Onlus, Piazza Armerina;
13. Consorzio Giona/Nexus, Palermo;
14. ORSA, Palermo;

Tra le finalità statutarie della nuova associazione si citano la promozione, la pratica e la diffusione della cultura ambientale e, in particolare, l’educazione alla sostenibilità, l’educazione e l’interpretazione ambientale quali strumenti per far acquisire alle popolazioni comportamenti rispettosi del proprio ambiente e permettere di agire, individualmente o collettivamente, verso politiche di sviluppo sostenibile.

L’associazione si pone anche lo scopo di aprire una ampia riflessione sul ruolo che l'educazione ambientale e alla sostenibilità ricopre nella formazione del cittadino e sul ruolo che le istituzioni devono interpretare in questo contesto.

Obiettivo dell’associazione, supportata in ciò da un valido Comitato Tecnico Scientifico, è interpretare il ruolo di interfaccia nei confronti degli enti o istituzioni esterni per le azioni realizzate in modo congiunto, anche attraverso la consulenza o il supporto tecnico, scientifico e metodologico. Essa intende istituire uno spazio di confronto permanente sui temi del territorio, dell’ambiente e delle risorse locali e vuole costituire un luogo di scambio di buone prassi e di elaborazione di strategie e politiche comuni e condivise tra Enti e istituzioni di varia natura ed attori della comunità locale.

L’assemblea dei soci fondatori ha eletto all’unanimità, come presidente, Vincenzo Liardo del CEA Niscemi e, come vicepresidente, Francesco Cancellieri del CEA Messina.

Compongono il Consiglio Direttivo, inoltre, Renato Carella (Il Ramarro, Caltagirone); Paola Di Vita (Circolo Piazzambiente, Piazza Armerina); Enzo Donato (CEA Eolie, Lipari); Violetta Francese (CEA Net, Catania); Fabio Galluzzo (Marevivo, Agrigento); Fabrizio Giacalone (Palma Nana, Palermo); Francesco Picciotto (Consorzio Giona Nexus, Palermo).

Il Collegio dei Sindaci è invece composto da Giuseppe Maria Amato (presidente) (CEA Von Humoldt, Enna); Maria Gattuso (Marevivo, Palermo); Paolo Pirrotta (CIPREA, Palermo); Giovanni Di Falco (Kalura, Ragusa) (componenti).

La segreteria è stata affidata all’ORSA di Palermo.

L’adesione alla nuova associazione resta aperta a tutte quelle organizzazioni il cui statuto e attività risulteranno coerenti con le finalità del CEA Sicilia.

Hanno già manifestato interesse ad aderire all’associazione in qualità di soci sostenitori il CRIEA dell’Università di Catania, il CEA del Parco Fluviale dell’Alcantara e il Rocca di Cerere European and Global Geopark di Enna.

In fase di valutazione, quale socio in incubazione, la richiesta del CEA Belice.

Primo socio onorario, il Prof. Vincenzo Piccione.


Nasce AGM Italia – Associazione Italiana di Geologia Medica

Associazione Italiana di Geologia Medica (AGMItalia) Facendo seguito ai proponimenti esposti e discussi a Rimini lo scorso settembre in occasione del VII Forum Italiano di Scienze della Terra, a conclusione del Corso di Perfezionamento in Geologia Medica che si è svolto ad Urbino dal 19 al 24 ottobre si è costituita l'Associazione Italiana di Geologia Medica (AGMItalia) deliberando anche l'assegnazione delle seguenti cariche sociali per il triennio 2009-2012:
Presidente (Rodolfo Coccioni, Università di Urbino)
Vicepresidente (Fabio Tateo, CNR Padova)
Segretario (Paolo Valera, Università di Cagliari).

AGMItalia intende essere un punto di riferimento, a livello nazionale, per quanti ritengono che i materiali ed i processi geologici hanno un ruolo chiave nei problemi  della salute degli esseri viventi e come tali non possono e non devono essere ignorati  per ricomporre un corretto rapporto tra ambiente, società ed economia.

Per tale motivo AGMItalia si propone di sviluppare alcuni utili strumenti, quali ad esempio un sito web, che possa permettere al meglio lo scambio  di esperienze, dati e auspicabilmente future collaborazioni.

E' opportuno sottolineare che AGMItalia non prevede alcun onere economico per i soci.


Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena

Dal 7 al 12 dicembre 2009 si svolge a Marrakech, Marocco, il corso dal titolo "Formation Complémentaire en Télédétection".

L'attività di formazione si inserisce nell’ambito del “Protocollo di Intenti di Collaborazione Scientifica e Didattica tra l'Università Cadi Ayyad, Marrakech, Facoltà di Scienze Semlalia (Marocco), L’Università degli Studi di Siena Centro di Geotecnologie (Italia) e la Regione Emilia-Romagna – Servizio Geologico, sismico e dei Suoli, Bologna – (Italia)” con validità 5 anni e firmato tra le parti il 2 Giugno 2008.

Il Protocollo è volto alla realizzazione di un programma per il potenziamento e la promozione della collaborazione scientifica mediante attività di scambio di personale docente e di ricerca.

In particolare, l'attività formativa in corso di svolgimento, si inserisce in un percorso di formazione post-laurea, della Facoltà di Scienze dell'Università di Marrakech, per la realizzazione di cartografia e applicazioni geo-tematiche negli ambiti del telerilevamento applicato alla gestione ed allo sfruttamento della risorsa geo-mineraria.

Il corso, tenuto dal Dott. Salvatore Virdis, ha una durata di 30 ore, è svolto in lingua francese e frequentato da venti partecipanti, tra dottorandi e docenti, della Facoltà di Scienze.

Si sviluppa in una prima parte “teorica” di lezioni frontali ed in una seconda parte nella quale vengono svolte esercitazioni al calcolatore.

 

 

 

       
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