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Archivio fotografico pagina 7
Regione: Liguria
Provincia: La Spezia
Comunità Montana: Media e Bassa Val di Vara
Comune: Calice al Cornoviglio
Ambito di Bacino: Interregionale Magra-Vara
Bacino: F. Vara
Sottobacino: Canale di Fossa
Località: Molunghi

Autore delle foto: M. Del Soldato

delsol1.jpg (25453 byte) 1. Le lesioni riportate dall'edificio dell'agriturismo: sono evidenti lesioni al taglio, ma anche lesioni più importanti con spostamento (sopra il pilastro). Anche i mori di contenimento immediatamente a valle hanno avuto forti risentimenti.
delsol2.jpg (62467 byte) 2. Raffronto fra le lesioni riportate dalla Strada Provinciale n. 27 a distanza di pochissimi giorni, prima del collasso definitivo.
delsol3.jpg (123489 byte) 3. Evoluzione del dissesto in corrispondenza della zona di coronamento, immediatamente a valle dell'agriturismo.
delsol4.jpg (42576 byte) 4. Inizio del collasso definitivo della Strada Provinciale.
delsol5.jpg (28535 byte) 5. La situazione attuale della Strada Provinciale il cui intervento di ripristino è in fase di studio. Attualmente è in corso un'ampia ed estesa indagine geognostica (carotaggi, sondaggi geofisici, monitoraggio inclinometrico e piezometrico, etc.) le cui risultanze sono alla base delle scelte progettuali.

L'area colpita dal dissesto interessa le frazioni di Molunghi Superiore ed Inferiore del Comune di Calice al Cornoviglio e la Strada Provinciale n. 27 Calice - Villagrossa - Borseda - Veppo - Rocchetta Vara - Suvero, lungo la porzione di versante che si estende fra le quote 460 e 340 s.l.m. e che assume una pendenza media di circa 30°.
La zona è cartografata sugli elementi 233113 M. Cornoviglio e 233154 M. Alpicella della Carta Tecnica Regionale a scala 1:5000.

Dal punto di vista geologico la regione è dominio dell'Unità di Canetolo ed in particolare del Complesso Inferiore paleocenico-eocenico delle Argille e Calcari di Canetolo (aci). In affioramento è generalmente presente l'argillite fortemente tettonizzata (e qui imbibita), mente le intercalazioni calcaree - calcareo marnose sono state evidenziate mediante sondaggi. Il substrato è poi ricoperto dal materiale detritico che evidenzia uno spessore medio variabile da uno a circa cinque metri.

Il dissesto si è prodotto in maniera macroscopica a seguito delle intense e violente precipitazioni che si sono prolungate durante il mese di novembre 2000. La frana, classificabile di tipo complesso (scorrimento rotazionale, crollo e soil slip), si è manifestata secondo due componenti: una superficiale ed una profonda.
La componente superficiale ha prodotto ampi smottamenti nell'ambito della coltre di copertura, sia a monte che a valle della Strada Provinciale, mentre la componente profonda ha interessato tutta la porzione di versante compresa fra i 460 m s.l.m. del coronamento, ed i 340 m s.l.m. della base, con notevoli risentimenti sulle infrastrutture, tanto da produrre l'immediata emissione di un'ordinanza sindacale di sgombero totale (per la frazione a monte della strada) e parziale (per quella a valle), nonché l'interruzione della viabilità sia veicolare che pedonale sulla Strada Provinciale. Tale situazione ha prodotto forti risentimenti sia sull'economia locale (una piccola impresa ha dovuto trasferirsi a valle e un agriturismo, coinvolto direttamente, ha dovuto essere chiuso) che sui collegamenti fra il Capoluogo e le quattro frazioni poste a monte (circa 400 abitanti) che sono rimaste parzialmente isolate.

In fase di emergenza sono stati subito predisposti dei sondaggi che hanno consentito di ricostruire la locale stratigrafia, confermando la componente profonda del movimento e la forte circolazione idrica anche all'interno del substrato, riscontrata fra 21 e 23 m dal p. di c.. La presenza di un piano di scivolamento profondo localizzato all'interno della radice del versante (circa 12 m dal p. di c.), è stata confermata mediante monitoraggio inclinometrico che ha evidenziato spostamenti dell'ordine di 3 mm giornalieri per i primi 20 giorni circa di misura (1-20 dicembre 2000). L'area interessata dalla frana è stata di circa 33.000 mq, con una massa in scivolamento di circa 365.000 mc di roccia (soprattutto) e materiale di copertura.
La situazione si è fortemente aggravata alla fine dell'anno quando, dopo un breve rallentamento, gli spostamenti sono aumentati in maniera macroscopica fino a oltre 15 mm al giorno, producendo l'ampliamento e l'apertura di nuove lesioni sulle strutture già precedentemente coinvolte, prima del definitivo collasso della Strada Provinciale avvenuto fra il 3 ed il 4 gennaio 2001. Tale situazione si è affermata in concomitanza della ripresa delle precipitazioni atmosferiche.

Le cause del dissesto sono certamente molteplici. Diverse evidenze morfologiche indicano che la zona è stata interessata anche in passato da situazioni di collasso localizzate, seppure più modeste. Più immediata è la diagnosi della causa scatenante che va ricercata nell'intensità, nella violenza, nel perdurare e nella concentrazione con cui sono avvenute le precipitazioni atmosferiche, su un versante (intendendolo in questo caso nella sua interezza, e cioè esteso ben più a monte, comprendendo anche la frazione Santa Maria) che presenta già condizioni predisponenti al collasso, ma anche ad alcuni interventi edilizi poco corretti:

  • l'ampliamento ed elevazione dell'edificio adibito ad agriturismo che ha prodotto un ingente incremento di carico sul versante;

  • il collegamento diretto fra tale l'edificio e quelli immediatamente adiacenti, che ha amplificato il loro coinvolgimento nel dissesto;

  • lo scarico irrazionale nel terreno delle acque sia superficiali che di quelle bianche e nere (imhoff).

 

       
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