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Analisi speditiva dei minerali del suolo

È noto al bravo rilevatore che particolari tipi di vegetazione crescono rigogliosamente in alcuni luoghi e non in altri a causa della differente litologia del substrato roccioso. Piante calciofile o silicofile possono rivelare a priori l'abbondanza di calcio o di silice nella roccia.
È altresì noto al bravo enologo che la qualità del vino dipende anche dalla geologia della zona su cui maturano i vigneti.
Poichè il geologo è amante della terra ma non disprezza i suoi frutti, un attento e saggio studente reduce da un campo di rilevamento propone di estimare la mineralogia del suolo dall'analisi geo-gustativa del vino locale.
Naturalmente una buona analisi richiede una capillare correlazione vino-vigna-punto in carta e una vasta esperienza maturata sul campo con sacrificio e dedizione. Si ipotizza dunque la figura professionale del geosommelier che, grazie alle potenzialità offerte dal territorio italiano, potrebbe portare il nostro paese ai vertici del settore.
Sono aperte le iscrizioni al primo campo sperimentale di rilevamento enomineralogico che si estenderà dalle colline del Chianti alla Valpolicella attraverso un itinerario altamente istruttivo.
Per informazioni rivolgersi ad Angelo e Alessandro presso l'Università "La Sapienza" di Roma.

Estrazione e lavorazione automatica dell'oro

C'è gente che si diletta a setacciare la sabbia dei fiumi alpini in cerca di pagliuzze d'oro. C'è gente che con santa pazienza lavora a mano sottili fili d'oro per ottenere gioielli dal prezzo inaccessibile perchè costeranno ancor più del loro peso in oro. Lavoro inutile e risorse sprecate!
Grazie ad una nuova rivoluzionaria tecnica ideata (neanche a dirlo) da uno studente della "Sapienza" di Roma, oggi è possibile estrarre oro ed ottenere un prodotto finito in modo del tutto automatico e a costo zero, ottenendo pesce fresco come residuo di lavorazione.
Il processo sfrutta l'elettrolisi (studiata con scarsi risultati nel corso di Chimica del primo anno) associata con incredibile ingegno alle peculiarità mineralogiche e dinamiche delle acque fluviali.

Brevemente: due elettrodi a forma di griglia (nella fattispecie definiti "griglia aurifera" e "griglia ittifera") vengono immersi nelle acque del fiume alpino parallelamente tra loro, a breve distanza e perpendicolari al flusso idrico. La griglia ittifera ha maglie quadrate ed è posta a monte mentre la griglia aurifera ha maglie di opportuna forma circolare o curvilinea, separate da segmenti molto sottili ed è posta verso valle. Successivamente una elevata differenza di potenziale verrà applicata alle griglie producendo, dopo un certo tempo, la placcatura anodica dell'oro contenuto nelle acque sull'elettrodo aurifero. Una volta terminata la placcatura, la griglia aurifera verrà estratta e sostituita. Spezzando i segmenti di raccordo della griglia usata sarà possibile ottenere, dalle sue maglie particolari, della raffianta bigiotteria placcata in oro.
L'altra griglia viene anch'essa estratta periodicamente ma può essere riutilizzata ogni volta, dopo essere stata ripulita dal pesce che sarà rimasto folgorato su di essa. L'energia elettrica necessaria all'impianto è fornita dallo stesso flusso idrico attraverso un mulino elettrogeno posto a monte delle griglie.

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L'Autoanodizzatore aurifero fluviale è un brevetto ACME Coyotes®.

La tecnica del "buco nell'acqua"

Ci poniamo il problema di determinare con precisione l'entità e la granulometria del trasporto solido di un fiume in un determinato tratto. Come fare?

Le valutazioni sedimentologiche sono sommarie e indicative, come quasi tutte le stime geologiche.
Va bene che la geologia non è una scienza esatta, ma è possibile che non ci sia modo di valutare con assoluta precisione il carico che attraversa una determinata sezione in un determinato istante?
Certo che c'è, e la soluzione non poteva non provenire dalla Sapienza di Roma!
La procedura richiede l'intervento di due squadre di vigili del fuoco appositamente addestrate per questo tipo di operazioni. Prima di tutto però, si dovrà scavare un breve canale di deviazione dotato di chiusa per poter bypassare al momento opportuno il punto da sezionare.
Fatto ciò, è un gioco da ragazzi. La prima squadra si pone qualche metro a monte della sezione da analizzare e da entrambe le sponde pompa azoto liquido nel fiume. L'azoto (T<-196°C) a contatto con l'acqua (T>0°C) non si mescola con il fluido ma evapora istantaneamente. I vapori di azoto però, degassando dall'acqua e scivolando poi sulla superficie del fiume, congeleranno il flusso a cavallo del punto da sezionare. A questo punto si apre la chiusa bypassando il tratto congelato mentre la seconda squadra, dotata di motoseghe, taglierà una bella "fetta di fiume" agendo il più velocemente possibile.

La sezione estratta verrà fotografata controluce in sito (per studiarne poi la distribuzione del carico) e quindi deposta anche in pezzi in un apposito recipiente stagno dove potrà tranquillamente liquefare. In quel recipiente avremo intrappolato le masse d'acqua e di carico solido che erano contenute in un certo volume (dipenderà anche dallo spessore della fetta) che stava attraversando la sezione in quel preciso istante. Semplice, no?

Notare che è l'unica tecnica al mondo che ha successo ogni volta che fa un buco nell'acqua!
Qualche difficoltà si pone soltanto per i fiumi molto grandi.
Sarebbe un infatti un po' problematico... con il Po.

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Il sistema criogenico di sezionamento fluviale è un altro strepitoso brevetto ACME Coyotes®.

Fine di un'era

Attualmente ci troviamo nell'era Neozoica o Quaternaria e precisamente nell'Olocene.

- Ma quando finirà l'Olocene ?

Questo inquietante interrogativo è stato sollevato, come sempre, da un geologo della "Sapienza" di Roma, e dopo attenta valutazione la sconcertante risposta è stata: MAI !
I limiti tra le ere vengono infatti fissati in corrispondenza delle grandi estinzioni di massa. Ma oggi che ci sono i Boy Scouts, il WWF, Green-Peace e Adriano Celentano, è ormai praticamente inutile attendere una di quelle vecchie sane estinzioni di una volta, di quelle - per intenderci - di dimensioni bibliche.

Unica prospettiva realistica resta l'estinzione umana (essere di cui non si occupa più nessuno) ma in questo caso... chi rimarrebbe a contare le ere?
Vogliamo accettare passivamente la fine della cronologia geologica?
Abbiamo il diritto di frenare oggi un corso naturale che dura da miliardi di anni ?
La soluzione è semplice quanto geniale: il panda !

Questo simpatico animaletto, quando non è impegnato a dormire o copulare, passa il suo tempo mangiando e defecando simultaneamente. Il panda è un animale viziato che si nutre esclusivamente di germogli di bambù, devastando impunemente le già esigue foreste in cui vive. È praticamente un parassita dell'ecosistema e (cosa molto interessante)... è già prossimo all'estinzione !
Dunque: facciamo giustizia trasformando questi esseri paffuti e viziatelli in soffici pelliccette e succulente bistecchine per i bambini poveri del terzo mondo... ma lasciamone uno, soltanto uno. Quest'unico esemplare verrà collegato con degli elettrodi all'orologio atomico dell' IEN "G.Ferraris" di Torino dove, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 1999, verrà gloriosamente immolato agli altari della scienza, folgorato da una scarica elettrica!

Risultato: la geologia diventa finalmente una scienza esatta, potendo misurare per la prima volta nella storia lo scoccare di una nuova era con la precisione del miliardesimo di secondo. La Cronologia geologica si assicura un futuro e... non basta: nella stessa occasione festeggeremo allegramente il capodanno, il nuovo millennio, il giubileo e la nuova era "Cyberzioca" o "Quintenaria" con una grande festa, champagne e cotillon per tutti !

(Se volete manifestare la vostra adesione, l'ideatore del progetto Holocaust è attualmente contattabile presso il Policlinico Universitario, reparto rianimazione. )

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PS: il progetto non fu mai attuato a causa della disattenzione di un mondo non ancora pronto a idee tanto innovative. In compenso il "millenium bug" (che non comparve neanche sui terminali del Congo meridionale) si fece beffa del genio italico colpendo proprio l'orologio atomico del G.Ferraris di Torino. Cosicché, quand'anche l'ultimo panda vi fosse stato collegato, esso sarebbe estinto 100 anni prima!

Progetto "Vulcano Amico"

I vulcani, con la loro incontenibile energia, rappresentano da sempre una delle più affascinanti espressioni della forza della natura. Ma a cosa serve una scienza se non a migliorare il tenore di vita attraverso il dominio sugli elementi? E come può una scienza esatta come la geologia non riuscire a dominare i vulcani, assoggettandoli alle necessità dell'uomo?
Se nessuno ci aveva ancora pensato, naturalmente alla "Sapienza" sono state già proposte due iniziative d'avanguardia:

  • ECODISCARICHE
    Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è un problema importante e mai risolto in tutti i grandi centri abitati. Come smaltire immense masse di rifiuti in breve tempo, poco spazio e soprattutto, senza conseguenze per l'ambiente? Immaginiamo di avere a breve distanza dal centro abitato una zona vulcanica interessata da magma basico o poco acido... in pratica supponiamo di disporre di un bel "lago di lava" (per l'Italia accontentiamoci del cratere di Stromboli o delle periodiche colate dell'Etna).
    Il "raccolto" giornaliero della metropoli (supponiamo Messina) potrebbe essere stipato tutto in un grande aerocargo e riversato sulla lava in stile "canadair" in un'unica operazione ogni notte.
    Se il costo del trasporto in aereo può apparire elevato è comunque da confrontare con un innumerevole andirivieni di camions, con i costi di gestione di una discarica ordinaria e con i successivi costi di bonifica. L'ecodiscarica vulcanica è una risorsa "rinnovabile" e al tempo stesso igienica grazie all'immediata assimilazione da parte del magma di qualsiasi materiale di risulta, sia esso organico o inorganico. Per questo stesso motivo l'impatto ambientale sarà pressoché inesistente o, se preferiamo, di carattere episodico. L'importante è assicurarsi che nessun turista si trovi sul posto nell'orario dei lanci... e che nessuno veda. Alla luce del giorno sarà tutto come prima.

  • GEOPROFILATTICI ANTIERUTTIVI
    Abbiamo un vulcano attivo in una zona densamente popolata e quindi ad altissimo rischio (supponiamo il Vesuvio). Immaginiamo allora di scavare una serie di pozzi a raggiera, intorno all'edificio vulcanico, in una direzione convergente verso l'apice della camera magmatica, senza tuttavia raggiungere la camera stessa. Riempiamo questi pozzi per 2/3 della loro lunghezza calandovi dentro capsule pressurizzate di anidride carbonica liquida e sigilliamoli poi con colate di cemento fino a traboccare dall'orlo. A questo punto, quando il magna dovesse risalire al di fuori della camera magmatica cercando di farsi strada verso l'esterno, intercetterà i pozzi ed assimilerà le pasticche concentrate di CO2.
    Ben sappiamo che l'anidride carbonica è in grado di alzare il punto di fusione del magma e quindi, in questo caso, provocherà una cristallizzazione precoce bloccandone la risalita. Alla rottura delle capsule, l'immediato passaggio dell'anidride carbonica dallo stato liquido a quello gassoso richiederà inoltre un assorbimento di calore dall'ambiente circostante favorendo ulteriormente la cristallizzazione. In breve avremo trasformato un episodio potenzialmente effusivo e pericoloso in un evento intrusivo che costituirà un tappo in grado di rimandare l'eruzione a un'altra epoca storica... quando i posteri sapranno meglio come regolarsi.
    I costi di attuazione di questa profilassi della calamità naturale sono ben poca cosa rispetto al danno evitato ma soprattutto la materia prima è presente in abbondanza nell'atmosfera. Pompando via CO2 dall'atmosfera in quantità industriali per alimentare gli stabilimenti di liquefazione ed incapsulamento non soltanto si utilizza materia prima a costo zero ma si depura l'aria cittadina prevenendo la formazione di smog e riducendo l'effetto serra planetario. Ogni grande metropoli moderna dovrebbe avere il suo bel centro geoprofilattico per l'incapsulamento dell'anidride carbonica!

Arrestare un sisma? Forse si può.

Se il progetto di arrestare un'eruzione vulcanica vi è sembrato troppo fantascientifico, sappiate che invece il tentativo di arrestare un terremoto è già stato attuato. Probabilmente la sismologia fino ad oggi ha seguito una strada sbagliata. Non si capisce infatti che senso può avere il vano tentativo di prevedere un sisma quando lo si potrebbe tranquillamente arrestare.
Silvia C. di Trieste ci ha inviato questo inquietante documento che illustra i progressi italiani in questo campo, sebbene l'autenticità non sia garantita. Ecco come si sarebbe svolto il primo tentativo al mondo di... arrestare un sisma.

Ultima Risorsa

Sei uno studente bloccato su un esame? Un laureato disoccupato? Un professionista frustrato dalla concorrenza degli ingegneri? Prima di mandare al diavolo la geologia e darti all'ippica prendi in considerazione la possibilità di riciclare la tua infruttuosa cultura in una redditizia ignoranza.
Il primo passo potrebbe essere quello di vendere la tua insignificante collezione di minerali ad un prezzo che non merita. Come? Mai sentito parlare di "cristalloterapia"? Se avessi un minimo di Chakra nella testa ti renderesti conto di quanto può rendere l'uso alternativo dei tuoi stupidi sassolini colorati. Dai un'occhiata a questo listino!
Arrivati a questo punto potrebbe sorgere la tentazione di convertire la geologia in aria fritta e vedere se offre qualche migliore opportunità di lavoro. Ecco allora una grande idea: la geobiologia, ovvero, come la vita delle persone più impressionabili può essere condizionata da fantomatiche "energie geopatiche".

- Ma allora... Stai a vedere che invece di perdere il sonno sui libri di idrogeologia e geotecnica potrei guadagnarmi da vivere con una bacchetta da rabdomante!!

Bravo, l'hai capito finalmente! Guarda un po' cosa si riesce a fare senza aver dato tutti i tuoi esami, fessacchiotto che altro non sei!
Impara un mestiere invece di perdere tempo a studiare!
Certo che la spesa iniziale potrebbe essere un po' alta, vedi ad esempio questo listino di attrezzature per la radionica. Tieni presente però che si tratta di tecnologia avvenieristica, mica è come quella ridicola "coppella di Casagrande" con cui si gingillano quei buoni a nulla dei geotecnici!

Evoluzione del genere umano

Recenti correlazioni tra scavi paleontologici effettuati dalle falde del Kilimangiaro in Kenya al colle del Verano in Roma hanno consentito la ricostruzione della seguente dinamica:

Evoluzione del genere umano

 

Adriano Nardi

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