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Roma, 18 Febbraio 2010

Con le precedenti note del 12.10.2009 e del 2.11.2009 indirizzate alle SS.VV. a seguito dei luttuosi eventi che avevano colpito le popolazioni dell’Abruzzo e della Sicilia questa Associazione

Sindacale dei Geologi Professionisti ha inteso mettere in evidenza, ancora una volta di più, che la fragilità geomorfologia del territorio (erroneamente definita “idrogeologica”) necessita di interventi di “prevenzione” che non sono più procrastinabili senza la pena di registrare ulteriori perdite di vite umane e di risorse economiche.

E’ di chiara evidenza che ad ogni evento meteorologico, anche se non particolarmente inclemente,
il Paese deve sostenere gli oneri imposti dalle stato di emergenza e dalle condizioni di disagio a cui sono sottoposte le popolazioni colpite.

E’ però altrettanto chiaro ed evidente che il sistema di riferimento per una organica ed efficiente “prevenzione” dei rischi collegati alla instabilità geologica del territorio italiano appare assolutamente inadeguato.

E altresì inadeguati sono gli “interlocutori” chiamati ad esprimere autorevoli pareri idonei a suffragare soluzioni coerenti alla situazione in atto.

Da anni la Categoria dei Geologi denuncia tale stato di cose ma è avvilente constatare che ai motivati richiami si riscontra puntualmente l’indifferenza delle Istituzioni e degli organi d’informazione quest’ultimi maggiormente propensi alla notizia d’effetto piuttosto che a favorire la conoscenza dei fenomeni.

E’ opinione che gli Enti preposti alla salvaguardia del territorio sono ben edotti delle zone soggette a rischio di calamità (frane, alluvioni, terremoti, ecc.). Ciò è vero. Ma non è altrettanto vero che la delimitazione delle aree di rischio è condizione sufficiente ad affrontare i conseguenti problemi e ritenere compiuta l’opera di salvaguardia.

La Scienza definisce i fenomeni e la Tecnica applica gli idonei criteri d’intervento progettati ed attuati in base alle specifiche criticità dei fenomeni in essere. All’atto pratico, in definitiva, le azioni di prevenzione percorrono un iter culturale e metodologico che dall’analisi puntuale del fenomeno si perviene a congruenti interventi di bonifica ambientale. In tale contesto i soli tecnici preposti per specifica impostazione culturale e professionale sono i Geologi e ad essi si deve fare ricorso per una organica, efficace ed efficiente azione di tutela e salvaguardia.

La Categoria dei Geologi, attraverso i suoi organismi rappresentativi – il Sindacato e gli Ordini – è sempre disponibile al confronto e a fornire il proprio autorevole contributo.

Attende di essere interpellata e concretamente coinvolta.

 

Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.

Geol.Andrea Maniscalco
Presidente

 

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