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GEOLOGI: LIBERI PROFESSIONISTI O IMPRENDITORI ?
 

La circolare n.349/99 del Ministero LL.PP. è esplicativa del DPR n.246 del 21.4.1993 relativo alla “concessione ai laboratori per lo svolgimento delle prove geotecniche sui terreni e sulle rocce ed il rilascio dei relativi certificati ufficiali”. L’autorità di Governo ha voluto considerare, con atto legislativo, le indagini in sito e le prove geotecniche di laboratorio come prestazioni di pubblica utilità e pertanto ha ritenuto dover indicare i requisiti necessari per il rilascio della concessione poiché l’attività di esecuzione delle indagini era svolta fino ad allora al di fuori di qualsiasi controllo che potesse garantire un’efficiente affidabilità ai risultati forniti.

Il DPR n.246/93 precisa nella parte I il campo di applicazione della normativa, il soggetto gestore, i requisiti, la documentazione; nella parte II prescrive le indagini e le prove per le quali è richiesta la certificazione e le attrezzature necessarie. Sono,altresì, elencate strumentazioni d’indagine in sito che la ditta esecutrice non è obbligata a possedere ma che pure sono comunque auspicabili. Ogni altra strumentazione non specificata nell’elenco può essere liberamente impiegata nel campo della ricerca geologica (ad es. sismografi e resistivimetri).

Ad un’attenta lettura della normativa particolare attenzione si deve prestare alla figura del “gestore” che può essere una ditta individuale, una società o un ente pubblico. Sono esclusi dalla richiesta della concessione i titolari delle ditte individuali e le società i cui soci o amministratori sono direttamente interessati in attività di esecuzione di opere di ingegneria civile.

Appare quindi inequivocabile che le attività d’indagine sui terreni, in campo e in laboratorio, sono prestazioni di servizi tecnici non intellettuali ma riconducibili, per struttura organizzativa e certificazione di qualità, ad attività d’impresa economica di tipo commerciale.

Deriva per ovvia conseguenza che l’esecuzione delle indagini, come definite dalla legge, è strumentale all’attività libero professionale, ad essa compatibile ma di natura giuridicamente diversa essendo questa di natura intellettuale resa sotto la personale responsabilità, civile e penale, del professionista il cui status è disciplinato dal codice civile e dal codice deontologico dell’ordine di appartenenza. La certificazione di qualità del professionista è attestata dall’iscrizione nell’apposito albo cui si accede previo superamento di un esame di stato, La qualità della prestazione intellettuale è responsabilità personale del professionista in base al proprio livello di cultura e di preparazione acquisita prima con il percorso formativo accademico e poi sviluppato e consolidato con le esperienze via via maturate nel tempo.

I due soggetti differiscono, perciò, natura della prestazione perché nell’attività imprenditoriale è prevalente la componente economica assoggettata alla logica del mercato mentre in quella libero professionale il mercato privilegia la capacità tecnico culturale.

Da quanto sopra discende in modo non altrimenti equivoco che le figure del Geologo libero professionista e dell’imprenditore sono assolutamente antitetiche in conseguenza della loro diversa natura giuridica e incompatibili per insorgenza di potenziale conflitto d’interesse.

A commento di quanto sopra si evidenziano parecchie anomalie. Spesso le indagini geognostiche sono state eseguite dalle stesse ditte esecutrici delle opere speciali nel sottosuolo (palificate di fondazione, diaframmi, palancolate, ecc.) con finalità specificatamente diretta proprio all’esecuzione di quegli interventi. Spesso i sondaggi geognostici, le analisi e le prove di laboratorio sono state effettuate per caratterizzare proprietà del sottosuolo in modo non conforme alle specifiche tecniche. Cosa più grave è che spesso la richiesta esecuzione delle indagini pretende dal committente anche la redazione della relazione geologico-tecnica senza dare a questa una adeguata valenza economica. In questa circostanza cadono tantissimi colleghi, specialmente i più giovani.

I colleghi che contestano la vigente normativa come impositiva di vincoli all’esercizio della professione debbono fare scelte coerenti e consapevoli. Debbono innanzitutto comprendere che la professione del geologo è esclusivamente intellettuale e le indagini sono mezzi strumentali d’investigazione diretta del sottosuolo e definire compiutamente il modello litostratigrafico del sottosuolo finalizzato allo specifico studio (per ricerche idrogeologiche, minerarie, ecc.) e il modello geotecnico del sottosuolo sul quale dovrà insistere l’opera edificatoria. Moltissimi giovani colleghi ritengono, purtroppo senza ragione, che l’ingresso nel mondo del lavoro professionale è favorito dal possesso di uno strumento d’indagine (ad esempio un penetrometro magari anche leggero) e con questo intercettare la potenziale clientela per ottenere un incarico.

E’ quindi del tutto evidente che il geologo imprenditore non solo non favorisce l’affermazione della professione ma addirittura ne ostacola lo sviluppo riconducendo questa a supporto dell’imprenditoria capovolgendo la logica dei rapporti intercorrenti. Nel campo della geologia applicata alle opere d’ingegneria il geologo d’intesa con i progettisti (architettonici e/o strutturali) esamina l’ipotesi progettuale e previa conoscenza (bibliografica, cartografica, sopralluoghi e quant’altro necessario) elabora, con specifico riferimento al sottosuolo dell’intervento da realizzare, il programma delle indagini in sito e in laboratorio per tipologie di strumentazione e per numero e le compendia in un apposito “capitolato prestazionale” al quale si dovranno scrupolosamente attenere le ditte esecutrici che forniranno, a loro volta, la documentazione del lavoro svolto e che sarà infine analizzata, studiata e interpretata dal professionista per la stesura della relazione geologico-tecnica che è parte integrante del progetto.

Definito in tal modo la corretta distinzione dei ruoli non v’è alcun dubbio che nella prassi corrente il geologo imprenditore entra in conflitto ideologico con il geologo libero professionista potendosi configurare una generica forma di attività professionale abusiva.

In questa situazione è da chiarire il ruolo degli Ordini (rappresentanti della “professione”) e del Sindacato (rappresentante dei diritti e degli interessi dei liberi professionisti).

Da più parti si denuncia che la professione è minacciata dai geologi imprenditori: si è visto e acclarato che ciò è vero. Da più parti viene richiesta la cacciata dall’Albo dei geologi imprenditori: ciò non è assolutamente possibile perché il titolo di Geologo non è titolo accademico e gli Ordini non possono sancire la radiazione dagli Albi altro che per gravissimi motivi passati in giudicato giudiziario.

Il Sindacato dei Geologi Professionisti svolge un’attenta analisi del mercato e sistematicamente si oppone nelle opportune sedi alle violazioni di cui viene a conoscenza e che sono poste in essere da Committenti pubblici e privati e dai Geologi imprenditori quando il rapporto di lavoro tra loro instaurato o da instaurasi non configura la corretta definizione dei ruoli conformemente alla normativa vigente e alla prassi delle relazioni sindacali

Roma, 01 Agosto 2006

Andrea Maniscalco
Presidente

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